di Chiara Fabrizi
C’è un’inchiesta della procura della Repubblica di Spoleto sul ponte del fiume Tessino stoppato lo scorso gennaio quando, in fase di collaudo, venne rilevata la difformità tra i materiali usati e quelli prescritti nel capitolato di gara. L’opera da 400 mila euro che avrebbe dovuto collegare il parcheggio della Mobilità alternativa alla scala mobile della Ponzianina è stata, quindi, sottoposta a sequestro probatorio.
Avvisi di garanzia: frode in fornitura, truffa e falso Così come sono già stati iscritti nel registro degli indagati quattro persone, tra progettisti e responsabili della ditta esecutrice dei lavori. Almeno per il momento, invece, né il responsabile del procedimento né il direttore dei lavori della parte committente, vale a dire il Comune di Spoleto, sarebbero stato raggiunti da avvisi di garanzia. A carico degli indagati il procuratore capo Gianfranco Riggio ha ipotizzato i reati di frode in fornitura, truffa, falso ideologico e falso in atto pubblico.
Sequestro probatorio e acquisizioni Ma l’iscrizione al registro degli indagati appare da più parti come un atto dovuto, conseguenza del sequestro probatorio disposto per decreto dal procuratore capo ed eseguito dai carabinieri del Nor coordinati dal tenente Giulia Maggi che, a quanto risulta, già nelle scorse settimane avevano proceduto all’acquisizione di tutti i carteggi, capitolato di gara in testa, relativi al ponte sul Tessino.
Consulenza tecnica E in questo senso sembra evidente che nei prossimi giorni il magistrato si appresterà a ordinare una perizia per fare chiarezza sulla qualità dei materiali. Sotto la lente del consulente, non ancora nominato, finirà l’acciaio utilizzato per l’opera. Sì, perché è proprio il tipo di lega con cui è stato realizzato il ponte ad avere spinto il collaudatore a segnalare quella che tecnicamente si configura come un’irregolarità.
Acciaio non conforme al capitolato di gara In sintesi, l’acciaio utilizzato per alcune componenti della passerella è risultato sprovvisto di una serie di certificazioni che, invece, il capitolato di gara aveva esplicitamente prescritto. Aspetto che, per ovvi motivi, spinse il tecnico esterno, arrivato da Roma per ultimare la pratica, a stoppare l’iter segnalando contestualmente alle parti la difformità in questione. I progettisti e la ditta esecutrice, va detto, specificarono subito che la questione era relativa a meri aspetti burocratici, l’assenza delle certificazioni richieste, garantendo la sicurezza dei profilati e quindi della passerella, sottoposta regolarmente a tutte le prove di carico previste dalla legge.
L’esposto del Comune Tuttavia da palazzo municipale ci si affrettò a presentare un esposto, accompagnato dai relativi carteggi, alla procura della Repubblica. Provvedimento a partire dal quale, con buone probabilità, deve avere preso il via l’inchiesta.


Comments are closed.