di C.F.
Twitter @chilodice
Incastrato dai jeans di marca. Sono stati i particolari pantaloni indossati dal rapinatore della filiale Bps di San Giacomo e notati in diverse registrazioni di telecamere di videosorveglianza a permettere ai militari della stazione di Campello sul Clitunno di stringere il cerchio intorno al malvivente quarantenne che, insieme a un complice tuttora ricercato, il 24 maggio forzando con un piede di porco l’uscita di sicurezza si è introdotto a volto travisato da cappelli e sciarpe nella filiale.
Rapina Bps Un colpo lampo compiuto poco prima delle 16.30, quindi in orario di chiusura, nel tentativo di impossessarsi dei contanti contenuti nella cassa temporizzata. I due pur non mostrando armi, hanno minacciato di morte i cassieri in servizio alludendo a una pistola che non avrebbero esitato a estrarre. Rapidamente il personale, all’interno anche gli ultimi due clienti, ha consegnato circa 3.700 euro.
Rapinatore seriale da trasferta L’uomo, considerato la mente dell’assalto, è già in carcere da un mese dopo l’arresto compiuto dai militari di Assisi che ai polsi gli hanno fatto scattare le manette per un’altra rapina, compiuta all’ufficio postale di Montepulciano (Siena). Venerdì nel carcere di Capanne dove è ristretto gli è stata recapitata una seconda ordinanza di custodia cautelare, stavolta firmata dal gip del tribunale di Spoleto Daniela Caramico. Per i carabinieri il quarantenne catanese, A.R. le sue iniziali, è un rapinatore seriale che non esita a compiere trasferte ad hoc di un migliaio di chilometri per mettere a segno colpi di qualche migliaio di euro con cui, presumibilmente, si mantiene.
Le registrazioni A mettere i militari di Campello sulle tracce dell’uomo le indagini compiute nelle ore immediatamente successive alla rapina che hanno permesso di individuare, in prima battuta, la Fiat Uno rubata a Foligno, usata per il colpo di San Giacomo e poi abbandonata nella zona industriale del piccolo comune. L’attenzione si è quindi concentrata sulle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza delle aziende e anche su un paio di attività commerciali in cui i malviventi si sono fermati a volto scoperto.
I jeans Dalla comparazione delle immagini è stato riscontrato il particolare jeans indossato, successivamente le foto segnaletiche mostrato hanno sciolto ogni dubbio sull’identità del malvivente. Il quadro per i carabinieri del capitano Fabio Rufino era dunque chiaro già dal mese scorso, quando i colleghi di Assisi hanno arrestato il quarantenne catanese. Ora le indagini si concentrano sul complice. Una rosa ristretta di personaggi è già nelle disponibilità dei militari che continuano a lavorare sul caso.
