di Chia.Fa.
Edilizia, operazioni finanziarie e lavoro nero. Sono queste le direttrici lungo le quali hanno indagato gli uomini della guardia di Finanza di Spoleto, coordinati dal maggiore Luca Formica. Controlli e verifiche che hanno permesso di recuperare, solo nel corso del 2011, circa12 milioni di euro evasi al fisco.
Iva non versata e ricavi occultati I numeri della lotta all’evasione fiscale nel comprensorio dello Spoletino e della Valnerina raccontato di 39 verifiche e 159 controlli che hanno portato, complessivamente, all’accertamento di circa 2 milioni di euro di Iva non versata e di 10 milioni di ricavi non dichiarati e costi non deducibili, per un totale di 14 evasori, di cui 7 sconosciuti al fisco. Un controllo capillare sul territorio che ha raccolto particolari risultati nel comparto dell’edilizia dove, sempre con maggiore frequenza, vengono riscontrate pesanti irregolarità.
L’impresa «cartiera» Come il caso della ditta edile che pur non essendo dotata di una struttura aziendale emetteva fatture false nei confronti di numerose imprese dello stesso comparto, attive in tutta l’Umbria e nel territorio del Lazio. Un’impresa cartiera, come viene definita in gergo, sul quale tutt’ora si concentrano le attenzioni delle fiamme gialle impegnate nella ricostruzione certosina di operazione fittizie che possano permettere l’accertamento di specifiche responsabilità a carico dei soggetti coinvolti. Ed opera sempre nel comparto edile l’altra azienda dello Spoletino che sempre attraverso la registrazione di fatture false e l’occultamento dei registri contabili è riuscita ad evadere oltre tre milioni di euro.
Promoter finanziari e paradisi fiscali L’altro fronte su cui gli uomini del maggiore Formica hanno riscontrato un allarmante numero di irregolarità è quello degli esperti in prodotti finanziari. Nello specifico si tratta di tre promoter professionisti che, nonostante la collaborazione con un istituto di credito del territorio, avevano accuratamente evitato di dichiarare i redditi percepiti. Nel corso del 2011 non sono mancati neanche controlli a carico di soggetti con attività finanziare nei cosiddetti paradisi fiscali che esportavano ed importavano capitali mai dichiarati.
Contraffazione, scontrini e lavoro nero La lotta alla contraffazione e commercializzazione dei prodotti ha portato, sempre nel corso del 2011, al sequestro di 8mila prodotti, tra capi d’abbigliamento, occhiali, oggettistica e cosmetica e di circa 3mila videogame e accessori per consolle. L’emissione degli scontrini fiscale ha rilevato 44 irregolarità a fronte di oltre 600 controlli. Infine, sono stati 18 i casi di lavoro sommerso, 16 completamente in nero, rilevati nei comparti più disparati, dall’edilizia al commercio al dettaglio.

