di C.F.

Autorità militari, civili, esponenti dei Lions di tutta la penisola, ma anche tanti, tantissimi semplici cittadini hanno voluto ricordare con affetto e dolcezza il generale Franco Fuduli e la moglie Maria Grazia Pinzi, morti nella notte tra venerdì e sabato scorso dopo un violentissimo frontale. Ad officiare le esequie, che si sono tenute martedì mattina nel Duomo di Spoleto, è stato il vicario del arcivescovo, don Luigi Piccioli.

«Una persona semplice» Nell’omelia don Piccioli ha voluto ricordare la semplicità e l’umiltà che caratterizzava il generale Fuduli, militare di lungo corso trasferitosi circa vent’anni fa nella città del Festival. «Del generale colpiva la sua semplicità – sono state le parole del vicario – sempre pronto ad accogliere qualsiasi esigenza, a trovare il modo di andare incontro alle persone, a muoverlo non era assolutamente la volontà di apparire, piuttosto il sano desiderio di rendere migliore la vita delle persone».

Il picchetto d’onore dei Granatieri Numerosissime le autorità civili e militari che hanno raggiunto la cattedrale per l’estremo saluto alla coppia di coniugi e per stringersi intorno al dolore della figlia Alessandra, del marito Gianni e delle tre figlie. A rendere omaggio alle salme anche il picchetto d’onore dei Granatieri di Sardegna, ma anche molti rappresentanti dei Lions arrivati da tutta la penisola per omaggiare l’impegno sociale del generale e della moglie, sempre al suo fianco. Dopo la funzione, le salme sono state deposte all’esterno della cattedrale per permettere al cerimoniere distrettuale dei Lions, Massimo Proietti, al presidente del Lions club di Spoleto, Pietro Morichelli, a Mario Di Spirito, della sezione locale dell’Unuci (unione ufficiale in congedo) e al sindaco Daniele Benedetti di ricordare il grande lavoro svolto dal generale Fuduli. Le due salme sono state tumulate nel cimitero monumentale della città.