di C.F.
Twitter @chilodice
Spaccio di coca, ecstasy e hashish, in ventidue a processo. Si è aperto ieri mattina davanti al collegio penale (Bellina presidente, Laudenzi e Cipolloni a latere) il procedimento a carico di un gruppo di giovani della città, ma anche di alcuni ragazzi nordafricani, accusati di avere messo in piedi un commercio di sostanze stupefacenti che, almeno in un paio di circostanze, si sarebbe allungato fino a Milano e Amsterdam dove gli imputati, tra cui due fratelli spoletini, avrebbero acquistato la droga poi rivenduta nella città del Festival e in una nota discoteca di Perugia. Su tutti pende l’accusa di spaccio, mentre a tre di loro vengono contestati anche i reati di sequestro di persona, rapina, estorsione e lesione.
La rete di spaccio Per il sostituto procuratore Federica Albano la rete di spaccio, che avrebbe fruttato diverse migliaia di euro, era particolarmente oliata. Tra gli imputati infatti ci sarebbero i corrieri della droga, incaricati di spostare i quantitativi più pesanti, gli intermediari chiamati a mantenere e tessere i contatti e, naturalmente, gli addetti alla riscossione. Non solo. Due marocchini e un italiano sono anche accusati di aver minacciato con la pistola uno spoletino a cui, secondo quando ricostruito, sarebbero stati sottratti un migliaio di euro in contanti, un assegno della metà del valore e anche la Bmw dell’uomo a bordo della quale si sarebbe consumato l’episodio. Da qui l’accusa di sequestro di persona, rapina, estorsione e lesione.
Il processo, dopo alcune eccezioni preliminari presentate dagli avvocati della difesa sul decreto di giudizio e sull’utilizzo di intercettazioni ambientali e telefoniche, in parte rigettate dal collegio, è stato rinviato al 23 maggio, data in cui dovrebbero essere sentiti anche i primi testimoni ed il consulente tecnico della procura incaricato delle intercettazioni. I fatti risalgono al 2004-2005.
