di C.F.
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Ha raccontato di essere stato ustionato ripetutamente e in diverse parti del corpo dal padre con posate arroventate e acqua bollente. Sono queste le presunte atrocità che un 14enne di nazionalità marocchina nell’ottobre 2011 ha denunciato ai carabinieri di Spoleto dopo qualche mese di convivenza con il padre, la seconda moglie e il figlioletto dei due, al quale si era ricongiunto nel 2010 a seguito della morte della madre con cui viveva in Marocco.
Incidente probatorio Il ragazzino, oggi 16enne, è stato ascoltato in sede di incidente probatorio davanti al gup Daniela Caramico D’Auria, a sostenere la pubblica accusa il procuratore capo Gianfranco Riggio, ad assistere il padre indagato per maltrattamenti su minore l’avvocato Fabrizio Gentili. In aula, davanti al padre, il giovane ha ripetuto quanto già raccontato ai militari e alla magistratura, confermando i brutali episodi di cui sarebbe stato vittima.
Maltrattamenti su minore Una vicenda giudiziaria, va detto, particolarmente delicata e tutta da accertare, intorno alla quale gravitano rapporti familiari turbolenti e, secondo la difesa, anche incongruenze nella ricostruzione degli episodi che il ragazzino, fin dai primi istanti affidato a una residenza protetta dove tuttora vive, ha fornito agli inquirenti. Un quadro probatorio, dunque, non esattamente univoco che, nel febbraio, scorso aveva portato il gip Augusto Fornaci a respingere proprio l’istanza di incidente probatorio presentata dal pm Mara Pucci, titolare del fascicolo d’inchiesta.
Si torna il aula a novembre Le ustioni sul corpo del giovane, comunque, sarebbero state riscontrate sia dai carabinieri, che due anni fa hanno ascoltato e formalizzato il drammatico racconto dell’adolescente, presentatosi in caserma di propria iniziativa, che dal consulente nominato dalla procura, il dottore Fabio Suadoni. Nella perizia consegnata agli inquirenti l’esperto, che ha visitato il ragazzino qualche tempo dopo, ha confermato la presenza di ustioni in diverse parti del corpo. Quello che non è stato possibile definire con accuratezza, invece, è la collocazione temporale delle bruciature. Nell’ambito delle indagini sono stati anche sentiti componenti del corpo docente e personale della scuola frequentata dal ragazzo. In aula davanti al gup Caramico si tornerà il prossimo 26 novembre.
