di Chia.Fa.
Da un anno e otto mesi fino a quattro anni. Questo il peso delle tredici condanne emesse dal tribunale di Spoleto per il caso della corruzione in carcere scoperta nell’estate del 2009 dal nucleo investigativo della polizia penitenziaria e dalla procura della Repubblica di Spoleto. Nei guai finì anche il dirigente sanitario della casa di reclusione di Maiano (Spoleto) già condannato a tre anni e dieci mesi con rito abbreviato per aver fornito a detenuti del circuito alta sicurezza certificati medici falsi e consigli sui sintomi da fingere per essere più credibile in cambio di soldi e regali.
Corruzione nel carcere di Spoleto Complessivamente sono stati 23 i soggetti coinvolti nell’inchiesta giudiziaria, ma otto di loro sono stati giudicato col rito abbreviato, tra cui il medico spoletino, col gup che ha già inflitto sette condanne e un’assoluzione, rinviando a giudizio gli altri. Il processo di fronte al collegio penale di Spoleto (presidente Emilia Bellina), a rappresentare la pubblica accusa il sostituto procuratore Gennaro Iannarone, è stato complesso e articolato ed ha portato alla condanna per corruzione di atti d’ufficio di tredici imputati, mentre sono stati assolti Domenico Strangio, assistito dall’avvocato Massimo Sabatini, e Gianluca Guglielmino.
Tredici condanne e due assoluzioni Le condanne: Santo Salvatore Paviglianiti quattro anni con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Antonino Paviglianiti due anni e sei mesi; Giuseppe Crea due anni e nove mesi; Laezza Mauro tre anni e quattro mesi con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Lidia Zuccarello un anno e otto mesi (pena sospesa); Annunziata Sterpino due anni e tre mesi; Francesco Sorrentino tre anni e quattro mesi con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Mario Santoro tre anni e quattro mesi; Lucia Della Martora un anno e otto mesi (pena sospesa); Vittorio Mango quattro anni e sei mesi con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Giovanni Mauriello tre anni e quattro mesi con interdizione dei pubblici uffici per cinque anni; Alfonso Germoglio un anno e otto mesi (pena sospesa); e Salvatore Germoglio un anno e otto mesi (pena sospesa). Assolti dalle accuse Domenico Strangio, assistito dall’avvocato Massimo Sabatini, e Gianluca Guglielmino, mentre Zuccarello e Paviglianiti sono stati assolti su un capo di imputazione legato a una circostanza specifica contestata.
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