di Chiara Fabrizi
È successo davvero di tutto giovedì sera nella seduta notturna del consiglio comunale. L’approvazione in extremis del conto consuntivo arrivata grazie al voto del sedicesimo consigliere di maggioranza, trascinato in aula dalla coalizione nonostante la convalescenza post-operatoria e il periodo di malattia, non ha evitato di trasformare la convocazione della massima assise in un parapiglia politico. A cominciare dall’elezione dei revisori dei conti sul quale si è allungata l’ombra di quell’«inciucio» che nel segreto dell’urna un consigliere comunale ha scritto a chiare lettere nella scheda di voto. Ma la vera bagarre, che ha poi portato alla sospensione dei lavori, si è consumata tra il consigliere Aliero Dominici, eletto in quota socialista e autore dell’ultimo sgambetto alla maggioranza, e il sindaco Daniele Benedetti. Ma andiamo con ordine.
La convocazione in notturna salva la maggioranza La formula della convocazione in notturna messa a punto per assicurare alla maggioranza la presenza, fuori dall’orario delle visite fiscali, del consigliere democratico Marco Rutili ha permesso alla coalizione di centrare, al quarto tentativo, l’approvazione del conto consuntivo. Sedici a tredici è il risultato finale con il consigliere Dominici, eletto in quota socialista ma nei giorni scorsi disconosciuto dai vertici provinciali e regionali del partito, che ha espresso voto contrario. Nelle fila delle opposizioni si sono, invece, registrate due assenze: Zefferino Monini (Rinnovamento) e Alessandro Cretoni (Pdl).
«L’inciucio» sui revisori dei conti Superato lo scoglio dell’approvazione del consuntivo, è stata la volta dell’elezione della terna dei revisori. Nell’elenco dei candidati figurava anche Pietro Roscini, uno dei soci della Spoleto Credito e Servizi (Scs) che, il mese scorso, ha presentato ricorso per la tumultuosa assemblea dei soci del 17 dicembre, quella che ha rimesso alla guida della holding che controlla la Banca Popolare (Bps) Giovannino Antonini. Insomma, il consiglio comunale, eleggendo il commercialista, avrebbe potuto lanciare un messaggio chiaro intorno alla delicata partita che si sta giocando in Scs e, quindi, in Bps. Ma proprio nell’esprimere la preferenza a Roscini due consiglieri comunali, nel segreto dell’urna, hanno indicato un diverso nome di battesimo. Svista che ha portato il segretario comunale ad annullare i due voti e, soprattutto, ad impedire, con lo scarto di una preferenza, l’elezione di Pietro Roscini. Alla fine della calda mezz’ora la composizione del collegio dei revisori conti è stato il seguente: Ada Pompili (presidente), Paolo Burini e Marco Silvestrini. «Inciucio fallito» è stato, invece, il messaggio scritto in una scheda da un consigliere contrario, evidentemente, all’elezione di Roscini che aveva trovato un appoggio trasversale.
Bagarre in aula Ma è nella fase delle comunicazioni in aula che si è consumata, se non altro per i toni, la vera bagarre politica. Prima il capogruppo socialista Enzo Alleori ha precisato che «i soli rappresentanti del gruppo socialista sono i consiglieri Alleori e Piccioni», poi l’attacco frontale al sindaco Benedetti accusato di «fomentare l’antipolitica in città» lanciato proprio dall’estromesso dal gruppo del garofano, il consigliere Aliero Dominici. E, infine, la risposta del sindaco che si è difeso in aula sostenendo: «Dominici si è iscritto a sei partiti in dodici anni». Da qui in poi si è scatenata la bagarre, con Benedetti e Dominici impegnati in un botta e risposta la cui sede naturale avrebbe dovuto essere una riunione di maggioranza e non il consiglio comunale. Tanto che i consiglieri, prima d’opposizione e poi di maggioranza, hanno abbandonato l’aula facendo venire meno il numero legale.
Dominici al gruppo Misto Nel prossimo consiglio l’eletto nelle fila socialiste Aliero Dominici, comunicherà il proprio ingresso nel gruppo Misto. Il documento formale è già stato consegnato all’ufficio di presidenza. L’opposizione, dunque, potrà contare su 15 voti, tanti quanti sono i consiglieri di maggioranza. Ergo: a fare da ago della bilancio sarà il voto del primo cittadino.


