di C.F.
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E’ passato con 16 voti favorevoli (Pd, Psi, De Angelis e Hanke) la pratica di riapprovazione degli studi geologici e di microzonazione con cui viene «blindato» il Piano regolatore generale, annullato dal Consiglio di Stato che mercoledì, però, ha concesso la sospensiva sugli effetti della sentenza.
Via libera Al momento del voto le opposizioni hanno abbandonato l’aula, giudicando il percorso sanante intrapreso «non durevole e quindi definitivo». A illustrare la pratica all’assemblea il presidente della terza commissione Paolo Piccioni (Psi) e il dirigente Giuliano Mastroforti: «Oggi andiamo – la sostanza degli interventi – solo a recepire l’interpretazione autentica della legge 31/1997 varata dalla Regione, qui non discutiamo del contenuto del Prg, ma ristabiliamo una situazione di fatto e di diritto di cui il Comune aveva già certezza, visto che tutti i pareri espressi erano coerenti con normativa vigente».
Dubbi A prendere la parola per mettere in chiaro le perplessità che resistono tra le fila delle opposizioni è stato il consigliere Antonio Cappelletti (Rinnovamento): «Siamo di fronte a una vicenda assolutamente grave e che forse può trovare uno spiraglio nella sospensiva concessa ieri, naturalmente la soluzione del problema sta a cuore a tutti, ma vorremmo evitare di fare un altro impiccio con atti non durevole». Poi i dubbi e le stigmatizzazioni: «L’efficacia retroattiva ci lascia perplessi, così come ci domandiamo cosa succederebbe se la Cassazione confermasse la sentenza, quando ci siamo insediati abbiamo chiesto una variante in riduzione, ma nessuno in questi anni ha cercato di risolvere alla radice la vicenda che a oggi può essere risolta solo con una nuova adozione dello strumento urbanistico Prg».
