di Chiara Fabrizi
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Assalto alla gioielleria Aurum, condannati i tre rapinatori. È una sentenza pesante quella pronunciata martedì mattina dal gup Daniela Caramico D’Auria che ha giudicato colpevoli i tre malviventi romani arrestati a Ostia nell’ambito dell’operazione «Gold Beatle» condotta dai carabinieri di Spoleto e scattata all’indomani dell’ingente colpo ai danni dell’oreficeria del centro civico e commerciale di San Nicolò.
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Riti abbreviati e patteggiamento In aula i legali dei due imputati pregiudicati hanno richiesto il rito abbreviato, mentre l’avvocato del terzo imputato, un giovane incensurato di buona famiglia, ha optato per il patteggiamento, a rappresentare la pubblica accusa il sostituto procuratore Federica Albano che ha formulato richieste leggermente inferiore alle condanne sentenziate dal giudice.
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Le condanne La pena più pesante è stata inflitta ad A.N., queste le iniziali del 47enne con 17 anni anni di carcere alle spalle e un passato seppur con un ruolo marginale nella banda della Magliana, condannato a 6 anni di reclusione per rapina aggravata, oltre al pagamento di 2 mila euro di multa. Cinque anni di reclusione e 2 mila euro di multa è, invece, la pena comminata al pregiudicato 50enne, M.F. le sue iniziali condannato per rapina aggravata e simulazione di reato, l’uomo aveva denunciato ai carabinieri il furto del proprio Maggiolino, da qui il nome dell’operazione «Gold Beatle», con cui è stato messo a segno il colpo. Il 33enne incensurato, S.C. le sue iniziali, ha patteggiato una pena di 3 anni e 10 mesi, oltre al pagamento di mille euro. Per tutti e tre sono tornate ad aprirsi le porte del carcere.
Oltre 200 mila euro di bottino In aula anche la titolare della gioielleria, costituitesi parte civile e assistita dall’avvocato Anna Rita Bocchini, che si trovata all’interno del negozio al momento della rapina. Un colpo, va ricordato, che fruttò un bottino particolarmente ingente, si parlò di oltre 200 mila euro, recuperato in minima parte con l’operazione «Gold Beatle».
