Il maltempo e la pioggia non hanno scoraggiato i fedeli che numerosi si sono ritrovati nella Cattedrale per rendere omaggio al patrono San Ponziano. Una cinquantina di bambini ha svolto, affiancando i seminaristi e i ragazzi più grandi, il servizio di ministranti, aprendo la processione dei presbiteri e dell’arcivescovo Renato Boccardo dalla basilica di Sant’Eufemia al Duomo, portando in mano un ramo di palma a ricordo del martirio di San Ponziano.
In piazza Duomo gli operai della ex-Pozzi , da mesi senza stipendio e con un futuro lavorativo molto incerto, hanno organizzato un presidio, chiedendo alla città di non essere abbandonati. L’arcivescovo prima di entrare in Cattedrale si è recato da loro ed ha espresso la vicinanza della Chiesa a loro e alle loro famiglie. Presenti anche numerose autorità civili e militari: dalla presidente Catiuscia Marini ai parlamentari, dal sindaco di Spoleto Daniele Benedetti a quello di Norcia Giampaolo Stefanelli. La liturgia è stata animata dalla cappella musicale del Duomo, alla quale si sono aggiunti anche membri di vari cori delle parrocchie della Diocesi.
Nell’omelia monsignor Boccardo ha ricordato come San Ponziano, con la sua testimonianza, ricorda che il più grande male non è perdere la vita ma, per amore della vita fisica, perdere le ragioni del vivere. «Proponendo oggi alla nostra venerazione la figura del giovane Ponziano – ha detto l’arcivescovo – la Chiesa dichiara vero il suo modo di giudicare: ‘riconoscere Cristo davanti agli uomini’ implica obbligatoriamente il rispetto dei suoi comandamenti, anche nelle circostanze più gravi, e il rifiuto di tradirli, anche se con l’intenzione di salvare la propria vita. In questo sta il valore perenne della testimonianza di Ponziano, non solo per la comunità cristiana, ma anche per la comunità civile. Se, infatti, i padri hanno voluto porre la nostra città sotto la protezione di un martire è perché egli ha continuamente qualcosa da ricordarci; il fatto che la memoria storica di Spoleto sia radicata nella testimonianza di Ponziano, ci richiama all’esigenza di fondare la nostra convivenza nel significato che ha il martirio cristiano».
Aborti, crisi e carceri E il significato sta nel fatto che il martire scelga di morire piuttosto che tradire la propria coscienza: in questo risplende l’intangibilità della dignità della persona umana. «È una dignità – ha proseguito monsignor Boccardo – che a nessuno è consentito di svilire, di deturpare, di contrastare, sia pure per supposte buone finalità. Proviamo a domandarci: nella nostra società risplende una luminosa esaltazione della dignità dell’uomo? O non ne vediamo piuttosto preoccupanti umiliazioni? Penso al pur sempre alto numero di aborti che vengono compiuti, all’attuale crisi economica che rivela che una parte del nostro benessere era solo fumo, considerazione esagerata ed artificiale dei beni e quindi fonte di uno stile di vita fondato sul nulla. E penso – ha affermato il presule – alle preoccupanti difficoltà in cui versano tanti lavoratori e tante famiglie, penso alla crescente disoccupazione giovanile, alle condizioni spesso disumane e disumanizzanti dei carcerati, ai gravi disagi in cui si trovano tante persone anziane e ammalate, specialmente se povere».
Trasparenza nelle pubbliche amministrazioni San Ponziano con la sua testimonianza ricorda che esistono confini oltre i quali nessun potere può spingersi. «Egli – ha sottolineato monsignor Boccardo – afferma così che la vera libertà dell’uomo consiste nella sua sottomissione alla verità e che il vero pericolo che insidia la nostra democrazia è il suo progressivo allontanarsi dalla verità. La trasparenza nella pubblica amministrazione, l’uso giusto ed onesto del denaro pubblico, il rifiuto di ogni mezzo equivoco od illecito per conquistare o mantenere il potere, non trovano nessun fondamento solido se non nella certezza che esistono leggi morali intangibili e che il non riconoscerle e rispettarle non è libertà, ma schiavitù». Al termine dell’omelia monsignor Boccardo ha invitato i presenti a pregare affinché la memoria di San Ponziano, discepolo di Gesù, «corrobori la nostra fede ed ispiri la nostra testimonianza; rafforzi la grandezza e la bellezza della nostra città e della nostra diocesi, ricordi a tutti le esigenze della vera libertà, custodisca i responsabili della cosa pubblica nel vero servizio al bene comune. E la sua intercessione ottenga a tutti noi di vivere giorni sereni e tranquilli, in dignità e sicurezza, con la benedizione di Dio».
