di C.F.
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«Scandali, corruzione e prevaricazioni sono all’ordine del giorno, tanto che a forza di sentirne parlare quasi non ce ne meravigliamo più: non sarà che la nostra coscienza si sta addormentando o, peggio, sia stata come addomesticata dal pensiero comune? L’eredita di San Ponziano esorta la comunità spoletina, ecclesiale e civile a recuperare il senso morale dell’esistenza e in questo senso saluto con favore l’impegno di enti, associazioni, istituzioni e singoli professionisti, che intendono garantire gratuitamente assistenza sanitaria a quanti non possono affrontare i costi di una visita medica privata in caso di necessità. È una tessera luminosa al mosaico della solidarietà del nostro territorio che auspico possa essere contagioso».

Spoleto celebra San Ponziano Questo uno dei passaggi dell’omelia pronunciata dall’arcivescovo, monsignor Renato Boccardo, mercoledì mattina al Duomo di Spoleto per il solenne pontificale in onore di San Ponziano, patrono della città e dell’intera chiesa diocesana, martirizzato nel 175. Alle celebrazioni, che proseguiranno nel pomeriggio con i vespri in cattedrale e la processione verso la basilica dedicata al patrono, hanno partecipato centinaia di fedeli e le maggiori istituzioni civili e militari dell’Umbria: dai prefetti di Perugia e Terni, Antonella De Miro e Gianfelice Bellisini, al presidente della giunta regionale Catiuscia Marini fino al sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli e agli altri primi cittadini dei Comuni della Diocesi.

Duomo gremito di fedeli «La festa di San Ponziano – ha ricordato il presule all’inizio dell’omelia – è un dono provvidenziale per tutti gli spoletini, credenti e non, che celebrano oggi il sacrificio del Signore ed elevano preghiere per questa chiesa locale e per la città, per il suo popolo, per i responsabili della sua vita associata, per quanti con diversa autorità sono al servizio del bene comune». Al fianco dell’arcivescovo Boccardo i seminaristi e il gruppo ministranti che hanno curato il servizio all’altare, coordinati  dal cerimoniere arcivescovile don Edoardo Rossi, mentre la liturgia è stata animata nel canto dalla cappella musicale del Duomo diretta dal maestro Francesco Corrias, con all’organo il maestro Paolo Sebastiani.

Omelia di monsignor Boccardo L’arcivescovo nell’omelia si è soffermato sulla crisi che sta attanagliando la società, morale prima ancora che economica: «Ciascuno ormai ha una morale a proprio uso e consumo, basata su opportunismo e convenienza. I desideri più assurdi sono reclamati come diritto da regolamentare e  i cosiddetti “furbi” godono di maggior successo e considerazione degli onesti. Scandali, corruzione e prevaricazioni sono all’ordine del giorno, tanto che a forza di sentirne parlare quasi non ce ne meravigliamo più: non sarà che la nostra coscienza si sta addormentando o, peggio, sia stata come “addomesticata” dal pensiero comune? L’eredita di San Ponziano esorta la comunità spoletina, ecclesiale e civile, a recuperare il senso morale dell’esistenza, cioè a riportare ad attualità la distinzione tra il bene e il male. L’eredita di San Ponziano – ha affermato monsignor Boccardo – esorta la comunità spoletina, ecclesiale e civile, a recuperare il senso morale dell’esistenza, a riportare ad attualità la distinzione tra il bene e il male, a convincerci che l’affermazione dei propri diritti non è mai separabile dall’adempimento dei propri doveri, a riconoscere fattivamente che non tutto il possibile è lecito e che la libertà di fare il male non c’è per nessuno».

Plauso per le visite mediche gratuite ai bisognosi E nella festa del Patrono non poteva mancare un passaggio dell’Arcivescovo sulla carità, sulla prossimità a chi vive situazioni di difficoltà di vario genere, non necessariamente solo economiche: «Saluto con favore a questo proposito – ha detto – una bella e preziosa iniziativa che proprio ieri ha visto la luce: l’impegno comune di enti, associazioni, istituzioni e singoli professionisti, che intendono garantire gratuitamente assistenza sanitaria a quanti non possono affrontare gli oneri di una visita medica privata in caso di necessità, è una tessera luminosa che viene ad aggiungersi al mosaico della solidarietà del nostro territorio e auspico – ha concluso – che altre simili iniziative si possano presto realizzare direi quasi per contagio accanto alle lezioni gratuite per i giovani delle scuole superiori, già in atto da tre anni presso il Centro diocesano di pastorale giovanile».

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