Un albergo

Cartella di pagamento Tarsu per oltre 54 mila euro, Federalberghi presenta ricorso in Commissione tributaria provinciale. Sono sette gli operatori turistici della città del Festival protagonisti di quella che l’associazione di categoria definisce «un’azione pilota di tutela» che, a seconda dell’esito, potrà essere ripetuta anche in altri territori dell’Umbria e non solo.

Federalberghi ricorre in commissione tributaria Gli avvisi di pagamento recapitati dal municipio ai titolari di strutture ricettive sono tutti a quattro zeri e relativi al solo 2013. Le somme richieste, inutile dirlo, rischiano di mettere ko i bilanci di attività già in forte sofferenza, in questa fase quindi incapaci di far fronte alla tassazione locale. Da qui la decisione di Federalberghi (Confcommercio) di impugnare le cartelle di pagamento e rivolgersi all’organismo tributario di riferimento al fine di veder riconteggiate al ribasso le pesanti cifre.

Cartella Tarsu da 54 mila euro Nel caso più eclatante riferito dall’associazione di categoria, il titolare di un hotel si è visto recapitare prima un avviso da 33.600 euro e poi un secondo per saldo di ulteriori 20.700. «Nel caso specifico – si legge nella nota – il Comune di Spoleto ha creduto, erroneamente di poter coprire i costi del servizio per lo smaltimento dei rifiuti con una ulteriore pesantissima tassazione in capo alle imprese. Abbiamo perciò deciso di intraprendere la strada del ricorso verso la commissione tributaria provinciale di Perugia a tutela delle imprese, del resto da anni e non ultimo in occasione dei confronti con i candidati sindaci sosteniamo che tasse e tariffe locali pesano come macigni sulle attività ricettive e i Comune attraverso le levi fiscali possono decidere se continuare a penalizzare le imprese ricettive limitandone la competitività o rivedere l’attuale sistema di prelievo in senso più equo».

«Fiscalità locale, i comuni possono fare molto» Alle parole Federalberghi fa seguire i numeri, spiegando che tra il 2008 e il 2012 il prelievo locale è aumentato del 5.6%, più di quanto avvenuto a livello centrale (+3,5%), mentre rispetto al 1990 è addirittura schizzato a +650%. «Gli incrementi finora registrati nella tassazione sui rifiuti – aggiunge Federalberghi – risultano oltremodo iniqui in quanto derivano dall’adozione di criteri presuntivi e potenziali e non dalla reale quantità di rifiuti prodotta, motivo per cui per il settore ricettivo non è più rinviabile una revisione del sistema di prelievo, che deve tenere conto della reale produzione di rifiuti, assimilabili a quelli prodotti dalle utenze domestiche e in questo momento i Comuni hanno un ruolo importantissimo potendo, con la scelta delle tariffe e il riconoscimento o diniego di agevolazioni ed esenzioni, influenzare considerevolmente la pressione fiscale e i costi per le imprese, creando vantaggi o svantaggi competitivi sul territorio di competenza».

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