Una discarica abusiva (foto archivio U24)

di C.F.
Twitter @chilodice

L’ha bonificata il Comune, ma anche la polizia provinciale e gli uomini della Forestale. Eppure la discarica abusiva di Ponte Camerata continua riformarsi a causa dell’inciviltà di ignoti che di notte scaricano ogni genere di rifiuti nei boschi a sud di Spoleto. Anche per questo ormai da qualche settimana il Comune sta valutando la possibilità di installare telecamere mobili in particolari zone, nel tentativo di dare un nome e quindi sanzionare chi abbandona materiali.

Cacciatori pronti a bonificare Ponte Camerata Intanto a Ponte Camerata a rimboccarsi le maniche per ripulire l’area saranno gli appassionati dell’attività venatoria, in particolare i volontari del gruppo Caccia al cinghiale La Somma, pronti nel weekend ad armarsi di guanti e camioncini per portar via la gran quantità di rifiuti abbandonati, parte dei quali saranno differenziati grazie ai contenitori forniti appositamente per l’iniziativa dalla Vus.

Vincenza Campagnani Inutile dire che l’assessore all’ambiente Vincenza Campagnani ha accolto con «grande piacere l’attività organizzata dai cacciatori, tanto più – ha detto – che come amministrazione abbiamo inserito nelle linee programmatiche proprio la collaborazione fattiva con i gruppi di volontariato». Ma si sa che in particolari zone, Ponte Camerata è una di queste, non è più sufficiente stanziare risorse per procedere a bonifiche che nell’arco di qualche settimana, quando va bene, vengono rese vane dall’abbandono di nuovi rifiuti.

Telecamere mobili contro discariche abusive In questo senso l’assessore Campagnani ha fatto sapere di aver avviato una serie di interlocuzioni con l’Agenzia forestale e la polizia provinciale nel tentativo di definire azioni concrete per combattere il fenomeno delle discariche abusive «che – evidenzia – è soprattutto un esempio di degrado culturale». E per invertire la rotta l’ente sta vagliando la possibilità di installare, anche a noleggio, delle telecamere mobili ad alta risoluzione da sistemare tra i rami degli alberi per cercare di immortalare gli ignoti che continuano ad abbandonare rifiuti nei boschi, sotto i cavalcavia e in zone isolate.

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