di Chia.Fa.
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«Buco di bilancio», esito del maxi riaccertamento sul tavolo della Corte dei Conti. È in dirittura d’arrivo la ricognizione contabile avviata alla metà di giugno dagli uffici comunali, coordinati dal super esperto Dante De Paolis, dopo le dichiarazioni dell’ex direttore generale dell’Ente Angelo Cerquiglini che, in consiglio comunale, incalzato dalle opposizioni ha ammesso la presenza in bilancio di crediti insussistenti.
Risultati alla Corte dei Conti Stando a quanto riferito giovedì mattina dal sindaco Daniele Benedetti, a margine della presentazione degli eventi di Spoleto d’estate, le verifiche si concluderanno entro la prossima settimana, dopodiché sarebbe intenzione degli amministratori presentare i risultati, non ancora noti, alla Corte dei Conti. Un passaggio in più che gli amministratori vorrebbero compiere prima di far approdare l’esito del maxi riaccertamento in giunta. I riscontri dei controlli contabili dovranno anche essere consegnati ai revisori dei conti, alla prima commissione, competente sul bilancio, e quindi al consiglio comunale.
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Valzer di cifre sul «buco» Sulla consistenza del «buco di bilancio» ufficialmente non trapela alcunché, a differenza delle indiscrezioni che invece si moltiplicano. Tra i corridoi di Palazzo si riferise di conti in rosso per almeno 5 milioni di euro, somma che non viene né confermata né smentita dagli amministratori. I controlli a campione del gruppo d’opposizione Rinnovamento, proseguiti dopo le denunce, avrebbero fatto emergere crediti insussistenti per 12 milioni. Un valzer di numeri che spetterà al Comune fermare fornendo dati ufficiali.
Ipotesi pre-dissesto Strettamente connessa alla quantificazione del «buco» sono , inutile dirlo, le ipotesi al vaglio di tecnici e amministratori per fronteggiare la cancellazione dei residui attivi e passivi presenti in bilancio. Per molti la soluzione più verosimile sarebbe l’adozione delle procedure pre-dissesto (legge 213 del 2012) che, scongiurando il commissariamento del Comune, prevedono l’approvazione di un piano pluriennale di risanamento che, nei casi finora registrati, su tutti il Comune di Napoli, passa per innalzamento massimo della pressione fiscale, contenimento della spesa e dismissione di attività e patrimonio. A vigilare sull’operazione di salvataggio sarebbe la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. E non sarà un caso se l’amministrazione ha deciso di incontrare gli esperti dello Stato prima di avviare l’iter.
