La protesta fa sospendere intervento (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Abbattutti lecci in viale Matteotti, Italia nostra presenta un esposto alla procura della Repubblica. Sono stati ancora una volta i cittadini attraverso i social network a far scattare l’allarme in città e in pochissimo tempo diverse persone hanno fatto capolino alla Passeggiata per capire chi avesse dato l’ordine di tagliare quegli alberi sistemati lì dagli inizi del Novecento.

Esposto di Italia nostra Tra i primi ad arrivare il professor Bernardino Ragni, presidente di Italia nostra, che alla fine è riuscito a convincere il funzionario della Agenzia forestale regionale, Silvano Pompili, a interrompere l’intervento. «Questi lecci è vero che non godono di ottima salute – spiegava Ragni – ma la chioma è ancora molto verde, segno che possono vivere ancora per molti anni e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni alternative all’abbattimento, non se credete non ce ne siano dimostratelo, io intanto mi rivolgo alla magistratura». L’esposto è già stato presentato, detto fatto.

Sospeso l’intervento in viale Matteotti, che comunque per il momento è solo rimandato, gli operai sono stati spediti in altre vie della città a tagliare alcuni dei circa 60 alberi che il Comune, nell’ambito di un censimento e relativa analisi, che ha riguardato 842 arbusti, ha programmato di rimuovere e sostituire sia per le condizioni di salute delle piante che per ragioni di stabilità e quindi sicurezza. Una quarantina di queste piante sono in centro, oltre ai cinque lecci storici della Passeggiata, nel mirino c’è un altro esemplare vicino alla basilica di San Salvatore, quattro pini in piazza Campello, e due ai giardini dell’Ippocastano, quattro tigli e tre platini in viale Martiri della Resistenza e altri due platani in via Loreto

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