«Venti sindaci di quartiere per avere servizi migliori» (foto U24)

di C.F.
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Quattro macroaree e venti distretti per altrettanti sindaci di quartiere individuati su base volontaria e chiamati, attraverso la consulta composta da quattro di loro, a incontrare periodicamente la giunta comunale per sottoporgli le istanze raccolte nei territori.

Sindaco di quartiere a costo zero È un’operazione a costo zero che punta ad «annullare la distanza tra cittadini e amministrazione comunale, ma anche a creare progressivamente un maggiore senso di comunità», quella presentata a palazzo Mauri dalla lista civica Due Mondi e Forza Italia e a cui hanno prestato attenzione il sindaco Fabrizio Cardarelli, l’assessore Angelo Loretoni e i consiglieri Zefferino Monini e Sandro Cretoni, tutti seduti in prima fila.

Consiglieri di frazione In particolare, la filiera della partecipazione disegnata dalle due forze politiche di opposizione passa per i consiglieri di frazioni individuati tra Pro loco e associazioni attive nella zona che rappresenterebbero il primo presidio sul territorio e sarebbero chiamati a raccordarsi col sindaco di quartiere di riferimento, anche questo volontario e scelto con lo stesso meccanismo.

Ufficio distretti Alla figura già proposta in campagna elettorale, si potranno riferite criticità sui servizi, dalla manutenzione del verde alla condizioni delle strade, e problematiche legate alla sicurezza che, poi, approderebbero sul tavolo dell’ufficio distretti «cuore pulsante del progetto, tanto che – ha detto il consigliere comunale Giampaolo Emili (Due Mondi) – ci piacerebbe che nell’ambito della riorganizzazione comunale venissero individuati due dipendenti da assegnare all’ufficio».

«Maggiore rapidità d’intervento e verifica su operato Comune» All’ufficio distretti, poi, spetterebbe il compito di segnalare le istanze dei territori ad assessori e dirigenti competenti, mentre il monitoraggio sulle attività poi effettivamente svolte dal Comune sarebbe affidato alla consulta composta da 4 sindaci, in rappresentanza delle quattro macroaree in cui è stata suddivisa Spoleto (centro, valle, Baiano e ternano). «Riteniamo – ha spiegato Fausto Manasse (Due Mondi) – che con questo meccanismo ci sarebbe maggiore rapidità d’intervento e più monitoraggio, oltre a una sicura verifica sull’operato dell’amministrazione».

Cretoni: «Non è il consigliere delegato»A marcare la distanza, comunque abbastanza evidente, tra i vecchi consiglieri delegati sperimentati durante l’amministrazione Benedetti, è stato il consigliere comunale di Forza Italia: «Su quell’esperienza – ha detto Alessandro Cretoni – è mancata trasparenza sull’operato svolto, visto che nonostante il regolamento del consiglio comunale lo prevedesse in aula non sono mai arrivate né le relazioni, né proposte di delibera».

Cardarelli: «Mi riservo approfondimenti» Cardarelli, sollecitato a esprimersi sul progetto, si è riservato «una serie di approfondimenti» ricordando: «L’amministrazione sta comunque già incontrando i cittadini, abbiamo fatto quattro incontro, l’ultimo a San Giacomo e il prossimo a Eggi, a conferma dell’attenzione che vogliamo prestare alla cittadinanza». La proposta dell’introduzione del sindaco quartiere sarà comunque presentata come mozione lunedì mattina in Comune.

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.