di Chiara Fabrizi
Scarcerato anche l’ultimo dei tre 21enni arrestati a fine giugno dalla Procura di Spoleto con l’accusa di tentato omicidio per la spedizione punitiva del 28 aprile scorso ai danni di un coetaneo pestato nei giardini della scuola media Pianciani di Spoleto per futili motivi e poi scaricato davanti al Pronto soccorso.
A liberare l’ultimo dei 21enni indagati è stato martedì mattina il tribunale del Riesame davanti al quale l’avvocato che lo difende, Donatella Paccoi, ha impugnato il provvedimento con cui il gip di Spoleto, lo scorso 30 luglio, ha respinto la richiesta di far uscire dalla casa di reclusione di Maiano il suo assistito. Le motivazioni del Riesame saranno depositate entro 45 giorni, ma anche in questo caso è scattata la riqualificazione del reato, da tentato omicidio a lesioni personali.
Va ricordato, infatti, che il Riesame ha già esaminato l’ordinanza cautelare di fine giugno che ha portato all’arresto dei tre 21enni, scarcerando a luglio uno di loro e soprattutto riqualificando il reato contestato da tentato omicidio in quello più leggero di lesioni personali. Contro il provvedimento del Riesame, la Procura ha proposto ricorso in Cassazione nella convinzione che la spedizione punitiva di Spoleto rappresenti un tentato omicidio.
Martedì mattina, poi, in udienza sono emersi alcuni elementi relativi agli accertamenti tecnici disposti dalla Procura di Spoleto sulla scacciacani sequestrata nell’abitazione del 21enne difeso da Paccoi. La novità riguarda la scacciacani trovata al 21enne, che è risultata scarrellabile, come un’arma vera. Un dettaglio, questo, non secondario in termini di ricostruzione di quanto accaduto la notte del 28 aprile scorso a Spoleto.
La vittima del pestaggio aveva, infatti, riferito agli inquirenti di aver sentito lo scarrellamento della pistola, con cui durante la spedizione punitiva è stato minacciato e colpito. Inoltre, a fine giugno in casa del 21enne scarcerato in queste ore è stato anche trovato il proiettile di un revolver. Con questi elementi, negli inquirenti è maturata la convinzione che il 28 aprile scorso il 21enne si sarebbe presentato ai giardini della Pianciani con una pistola vera. L’arma regolarmente funzionante, però, non è mai stata trovata e ora, con l’esito degli accertamenti tecnici sulla scacciacani risultata scarrabile, l’ipotesi che il 21enne nasconda un’arma appare in bilico.
