di Chiara Fabrizi

Spedizione punitiva e pestaggio. Tre ventunenni sono stati arrestati per il tentato omicidio di un coetaneo avvenuto nella notte tra il 27 e 28 aprile a Spoleto. La vittima è stata colpita tre volte alla testa con un oggetto contundente che potrebbe essere o una spranga di ferro o un cric di automobile e poi scaricata davanti al Pronto soccorso.

Spedizione punitiva La serata di violenza è iniziata intorno alle 21.30 del 27 aprile al Bowling di Spoleto, dove due gruppi, uno composto da spoletini e uno da ragazzi stranieri di seconda generazione, hanno avuto delle schermaglie per futili motivi riconducibili a dei semplici sguardi. Nelle ore seguenti, nei pressi di un bar del centro cittadino, la tensione tra i due gruppi sarebbe aumentata con un italiano che avrebbe colpito uno straniero con una bottigliata alla testa. L’episodio ha innescato una spedizione punitiva con due degli spoletini che sono stati contattati telefonicamente per un incontro, all’apparenza chiarificatore, che si è svolto ai giardini della scuola media Pianciani. Ad andare, però, soltanto uno dei due.

Pestato, spunta una pistola Qui, anziché risolvere la questione, il 21enne vittima del tentato omicidio è stato picchiato e minacciato con una pistola, quindi fatto salire in auto e portato in un altro luogo, isolato e non ancora localizzato, dove è stata brutalmente aggrediti con la spranga o con il cric. Nel corso del tragitto in macchina la vittima, già ferita al capo e sanguinante, è stata  ripresa con il telefonino di uno dei tre indagati: del video si è avuto contezza attraverso una testimonianza, ma la registrazione è stata cancellata e ora occorrerà l’intervento di un perito per tentare di recuperarla. Una consulenza medico-legale richiesta dalla Procura di Spoleto evidenzia come soltanto la prontezza della vittima che ha parato alcuni dei colpi con un braccio ha evitato che l’aggressione potesse essere fatale.

Scaricato davanti al Pronto soccorso Il giovane picchiato brutalmente è stato caricato in automobile e scaricato davanti al Pronto soccorso dagli aggressori poi fuggiti. Ad allertare gli uomini del Commissariato è stata la Usl. Le indagini sono state avviate insieme alla Squadra mobile di Perugia, coordinate dal Procuratore capo Claudio Cicchella e dal sostituto Michela Petrini. Le indagini si sono avvalse di numerosissime registrazioni di telecamere di videosorveglianza, prevalentemente private, dell’analisi di tabulati telefoniche e anche di intercettazioni telefoniche, questo anche a causa dell’iniziale comportamento omertoso della vittima, preoccupato da possibili ritorsioni nel caso in cui avesse identificato i suoi aggressori. Dalle perquisizioni che sono scaturite dalle indagini, è stata sequestrata una pistola scacciacani, un proiettile da revolver calibro 38 e una serie di capi di abbigliamento che hanno permesso di collocare sui luoghi in cui si è sviluppato il tentato omicidio i presunti responsabili.

Tentato omicidio Nella conferenza stampa tenutasi lunedì mattina, il procuratore Cicchella e il questore di Perugia Fausto Lamparelli, hanno evidenziato la carica violenta dei giovani coinvolti in reazione a episodi quasi irrilevanti come appunto lo scambio di una serie di sguardi sfociati in un’aggressione feroce che sia la Procura che il Gip hanno inquadrato come tentato omicidio. Evidenziata, in particolare dal Procuratore capo, la tempestività con la quale gli investigatori sono riusciti a ricostruire la complessa sequenza dell’aggressione, ottenendo la misura cautelare più pesante per i tre, quella del carcere. I provvedimenti sono stati eseguiti nella giornata di venerdì e in queste ore sono in corso gli interrogatori di garanzia.

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