di Enzo Beretta
Venticinque persone a processo, un patteggiamento a sei mesi di reclusione (pena sospesa) e due riti abbreviati già in programma per il 9 aprile. È questa la decisione del giudice per l’udienza preliminare Angela Avila che ha firmato il rinvio a giudizio per il 18 marzo, davanti al giudice Francesco Loschi, per la gran parte degli imputati finiti nell’inchiesta della sezione anticrimine del Ros di Perugia su persone che frequentavano il ‘Circolaccio’ di Spoleto. Lì, come hanno ricostruito gli investigatori, sono emersi «riscontri diretti in merito all’abituale uso e spaccio di sostanze stupefacente da parte di alcuni soggetti che vi gravitano».
In aula L’ultima udienza davanti al giudice ha segnato il punto di svolta, innanzitutto tra coloro che non hanno fatto richieste di riti alternativi (la contestazione del quinto comma per alcuni, la cosiddetta modica quantità, non sarebbe neppure così lontana dalla prescrizione) e gli altri: uno ha patteggiato (l’imputato è difeso dall’avvocato Giuseppe Gasparri), un paio vanno in abbreviato (un imputato è assistito dall’avvocato Saschia Soli). Per la stragrande maggioranza, come detto, si sono aperte le porte del processo che inizierà a metà marzo davanti al giudice Francesco Loschi, al quale prendranno parte gli imputati difesi, tra gli altri, da Carmelo Parente, Barbara Romoli, Giulia Galli, Alberto Catalano, Gabriele Binaglia, Sabrina Montioni, Sebastiano Pirisi, Claudia Orsini, Elena Ferrara, Maria Laura Antonini, Daniela Paccoi e Guido Rondoni.
Viaggi Dagli accertamenti dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale è emersa la presenza di «un sodalizio criminale organizzato con base in Marocco e Spagna che garantisce l’approvvigionamento sui mercati internazionali di ingenti quantititativi di hashish, il finanziamento, l’acquisto a più riprese della sostanza stupefacente e il trasporto sul territorio nazionale del narcotico» per «detenere, pianificare e curare le successive fasi di vendita e cessione effettuate in plurime occasioni nelle città di Spoleto e Perugia».
Corriere della droga Il ruolo di corriere – si legge nell’informativa dei militari – è stato svolto da una donna, ora indagata. «La tecnica utilizzata per il trasporto – proseguono gli investigatori – consisteva nell’ingoiare gli ovuli oppure nell’occultare i panetti all’interno del bagaglio personale. Lo stupefacente trasportato negli otto viaggi dall’estero, messo in relazione ad analoghe modalità riscontrate in altre operazioni con sequestri operati dalle forze di polizia sul territorio nazionale, lascia ragionevolmente supporre che si tratta di hashish di altissima qualità che presenta un principio attivo fino a sei volte superiore rispetto a quello reperibile normalmente in commercio, con un prezzo sul mercato dello spaccio al dettaglio generalmente di molto superiore a quest’ultimo».
Le indagini I carabinieri ritengono di aver individuato «un sodalizio criminoso con base a Perugia» e «più soggetti facenti parte di una diffusa e collaudata rete di spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, operativa nel capolugo umbro e nelle zone limitrofe in grado di soddisfare le richieste del mercato». Di spaccio e uso di hashish, cocaina, ketamina, mdma, ecstasy e marijuana si parla in relazione ad «alcuni soggetti gravitanti in seno al Circolaccio anarchico di Spoleto, anche attraverso la cessione interpersonale della droga stessa».
