Quando gli agenti sono arrivati a casa della coppia, entrambi erano agitati e c’è voluto un bel po’ per convincerli a calmarsi e a raccontare cosa fosse accaduto.
I fatti Si è quindi appreso che il dissidio è sorto poco dopo aver pranzato, quando l’uomo e la donna sono andati in un bar del quartiere e bevuto a non finire. Lì, a un certo momento, lui ha detto alla compagna di dover uscire per una telefonata. Quando però la donna ha notato che era passato molto tempo senza che il suo partner fosse rientrato, ha deciso di uscire anche lei dal bar per vederci chiaro. Così, ha trovato il compagno ancora al telefono e ha scoperto che era impegnato in una conversazione con un’altra donna. A quel punto, la sua partner gli ha fatto una scenata di gelosia e tra i due sono volati insulti e parole grosse.
Peggiora la situazione In seguito, l’uomo deve aver deciso di cambiare aria, sicchè ha preso la sua auto ed è partito a tutta velocità. Vuoi per l’agitazione, vuoi per l’annebbiamento dovuto ai fumi dell’alcol, nell’effettuare la manovra è inavvertitamente passato con una ruota sopra il piede della donna, senza arrecarle fortunatamente grossi danni. Lei ha urlato per il dolore e l’uomo, solo a quel punto, ha deciso di caricarla in auto e portarla a casa, visto che non vi era l’esigenza di recarsi urgentemente al pronto soccorso. Ma quando la coppia è rientrata in appartamento, è subito andato in scena il seguito della lite. Questa volta ad inalberarsi è stato l’uomo che, a un certo momento, non ha più trovato la sua patente di guida tra i documenti personali. Si è convinto che a sottrargliela fosse stata la sua compagna, magari come ripicca successiva al precedente litigio. Così, ha iniziato a urlare e inveire contro di lei, pretendendo la restituzione della patente, sotto la minaccia di gravi conseguenze. La donna si è talmente spaventata per le propria incolumità che ha deciso di chiamare il 113 e la Volante è giunta in tempo utile, prima cioè che si arrivasse alle mani.
La polizia Per prima cosa, gli agenti hanno calmato i contendenti e si sono accertati che nessuno necessitasse di cure mediche, poi, hanno accertato che l’uomo svolge la professione di guardia giurata e che perciò dispone di una pistola. A quel punto, valutato lo stato di agitazione di ambo le parti e l’indole aggressiva dell’uomo, e soprattutto il suo livello di ubriachezza, hanno deciso di procedere all’immediato ritiro cautelativo dell’arma di ordinanza e del decreto per l’espletamento della sua professione di guardia giurata. Infine, la polizia ha informato sia l’uomo che la donna della rispettiva facoltà di sporgere denuncia contro il proprio partner. La divisione amministrativa ha già comunicato alla società di vigilanza per la quale lavorava che l’uomo non potrà riprendere servizio per un po’ di tempo. La guardia giurata dovrà adesso dimostrare di possedere tutti i requisiti psicofisici necessari per possedere un’arma e per svolgere la delicata professione di chi fa servizi di vigilanza armata.
