L'ordinanza sarà valida il 19,20,26 e 27 febbraio

di Daniele Bovi

Con la piena consapevolezza che non sarà questo a risolvere il problema dell’inquinamento, ma pressato dai dati delle centraline di rilevamento della città che da gennaio a oggi hanno fatto registrare ben 22 superamenti dei limiti di pm10, il Comune chiuderà alle auto per quattro giorni Perugia e Ponte San Giovanni. Dopo le targhe alterne delle scorse settimane, il 19, 20, 26 e 27 febbraio, dalle 8.30 alle 18.30, in larga parte della città e a Ponte San Giovanni potranno circolare solo le auto Euro 4 o Euro 5.

Pesaresi: occorre più coordinamento Presentando le misure dell’ordinanza firmata ieri dal sindaco Wladimiro Boccali, l’assessore all’Ambiente Lorena Pesaresi e quello alla Mobilità Roberto Ciccone hanno lanciato mercoledì mattina un appello alla Regione affinché azioni come queste diventino coordinate: «Se ci sono azioni come queste – spiega la Pesaresi – ma che interessano tutti i comuni coinvolti, possiamo raggiungere qualche risultato in più». L’appello non è solo all’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti, che ha comunque promes-so il suo impegno, ma a tutti quei comuni come Foligno, Spoleto, Narni, Terni e Gubbio, che si trovano nelle stesse condizioni di Perugia.

LA CARTINA CON LA «ZONA ROSSA» DI PERUGIA

Interventi strutturali e critiche Il capoluogo, che «accoglie» tutto il traffico della regione, chiede interventi strutturali e meno estemporanei di quelli che si vede costretto ad adottare. Interventi che, come hanno sottolineato i due membri di giunta, «abbiamo preso a malincuore». Le prime proteste si sono levate da Confcommercio, che ha criticato il provvedimento che interessa proprio i giorni in cui le persone hanno più tempo per lo shopping. Tranchant la risposta della Pesaresi: «Tutti i cittadini in sette minuti, con il minimetrò, possono raggiungere il centro. E comunque abbiamo scelto quei giorni che arrecavano meno difficoltà alle persone».

Multe e sospensione della patente Per chi non rispetta l’ordinanza multe da 155 euro, mentre per chi verrà beccato due volte di seguito scatterà la sospensione della patente da 15 a 30 giorni. Come scritto nell’ordinanza, sono escluse le auto elettriche ed ibride, quelle alimentate a metano e gpl , i veicoli Euro 4 ed Euro 5 e i diesel dotati di filtri antiparticolato, le auto con almeno tre persone a bordo e quelle  condivise, i motocicli e ciclomotori Euro 3 nonché i veicoli oggetto di deroga specifica. Nei controlli saranno impegnati sedici agenti della polizia municipale divisi in otto pattuglie che controlleranno tutti i varchi di accesso.

LA CARTINA CON LA «ZONA ROSSA» DI PONTE SAN GIOVANNI

Termosifoni giù di un grado Il provvedimento inoltre colpisce anche i riscaldamenti domestici, obbligando i cittadini ad abbassare la temperatura da 20 a 19 gradi, mentre per le attività industriali e artigianali il limite è di 17 gradi. Limiti, questi, che pur rappresentando obblighi precisi appaiono più come una forma di sensibilizzazione della cittadinanza, dato che risulta difficile immaginare i vigili urbani che bussano casa per casa e azienda per azienda per controllare i termostati. Comunque sia, l’inosservanza di queste sanzioni potrebbe costare multe da 25 a 500 euro.

Ciccone: serve un salto di qualità culturale In una città dove, come dicono i tecnici comunali, circolano mediamente 400mila auto ogni giorno, mentre il sabato e la domenica si registra la diminuzione di oltre il 20%, e dove il rapporto tra abitanti e auto è tra i più alti in Italia, c’è bisogno, come sottolinea con forza Ciccone, di un salto di qualità culturale. «Un Comune pur importante come questo – spiega – da solo può fare poco. Serve il supporto legislativo e finanziario dello Stato e una campagna preventiva ed educativa rivolta a tutta la cittadinanza». Secondo Ciccone ci vuole «un piano di controllo nazionale che garantisca mezzi ai Comuni, e la necessità di costruire nuovi modelli di spostamento ampliando, come stiamo facendo noi, l’offerta su ferro».

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