Uno dei boschi funestati dal fuoco

di Iv. Por.

Gran caldo e poca acqua uguale tanti ettari di bosco in fumo. Sono legati a filo doppio i dati che stanno dipingendo il 2012 come uno degli anni peggiori per siccità e incendi in Umbria. A fare il punto il Corpo forestale dello Stato.

Le condizioni peggiori Con  l’Italia  centromeridionale  investita  da  settimane da  ripetute  rapide  ondate  di calore  di  origine  africana  con  temperature che  si mantengono su  valori  superiori  alla  media  del  periodo  ed  assenza  totale di  precipitazioni  è massimo l’allarme  per  gli  incendi  boschivi. Infatti  la  condizione  di  aridità  della  vegetazione  e  del  terreno  favorisce  l’innesco  dell’incendio  e  la rapida propagazione  che   spesso  è   agevolata  da  forti   venti .

Piogge a luglio: a Terni -90% I dati pluviometrici rilevati dal Centro Funzionale  della  Regione Umbria attestano in  provincia  di  Perugia la riduzione della quantità di pioggia cumulata, caduta dal primo gennaio al 31 luglio, di un valore di circa il 30% rispetto alla quantità media caduta nello stesso periodo nella serie storica a partire dal 1921. In provincia di Terni la diminuzione cumulata arriva al 38% nelle misurazioni effettuate dal pluviometro ubicato nella città di  Terni,  che nel mese di giugno ha registrato 11.6 mm di pioggia caduta (media 60.2 mm) e soli 2.4 mm in tutto il mese di luglio, rispetto  ai 36.4 mm di media del mese, con un deficit mensile quindi di oltre il 90%.

Tendenza dall’anno scorso Già il 2011 si era chiuso in regione con un sensibile deficit idrico annuale, dell’ordine del 38%,  che è  perdurato nei primi mesi del 2012 determinando secondo la Forestale, tra la fine dell’inverno ed inizio primavera, lo sviluppo di un numero di incendi mai riscontrato prima in Umbria, con ben 50 roghi e circa 150 ettari di  bosco percorso dal fuoco, una anomalia per la regione che aveva visto fino ad allora il fenomeno  degli incendi boschivi sostanzialmente limitato al periodo estivo.

Bosco bruciato

Incendi nel 2012 Rispetto all’anno scorso i dati del Corpo Forestale dello Stato registrano a livello nazionale dal 1° gennaio al 31 luglio oltre  4.700 incendi boschivi con 14.000 ettari di superficie boscata percorsa dal fuoco, con  un  aumento dei roghi di circa il 93% e un aumento di  superficie boscata bruciata pari ad oltre il 110%.  In Umbria al 31 luglio 2012  risultano 117 gli incendi boschivi con una superficie boscata  stimata andata in  fumo di oltre 900 ettari.  Nello stesso periodo nel 2011 erano solo 40 gli incendi con 50 ettari di bosco bruciati, con  un incremento percentuale quindi del 192% in numero e addirittura del 1.700% in termini di superficie.

I record di 2003 e 2007 Perdurando il trend in atto è possibile che il 2012 entri nella statistica regionale degli incendi boschivi tra i peggiori anni, vicino all’annata 2007 che vide 160 incendi e ben 1.006 ettari di bosco andati in fumo, mentre per un dato peggiore occorre risalire all’anno 2003 con 189 incendi e 1.953 ettari di boschi percorsi dal fuoco.

Somma e Acquasparta: 500 ettari Sulla superficie boscata complessiva bruciata nel 2012 pesano per circa la metà due soli eventi: l’incendio della Somma del  20 luglio, che ha interessato circa 250 ettari di territorio boscato a cavallo tra il comune di  Spoleto e quello di Terni; e l’incendio di Acquasparta del 19 luglio con una superficie stimata di altri 250 ettari di bosco.

14 denunciati Il Corpo Forestale dello Stato, oltre allo spegnimento degli incendi, è impegnato sul fronte delle indagini per l’individuazione e  il perseguimento dei reati: oltre ai reparti specializzati, se ne occupano tutti i comandi  Stazione dislocati sul territorio regionale. Finora per  il reato di incendio boschivo la Forestale ha denunciato 14  persone dall’inizio dell’anno in Umbria, 2 nel perugino, 3 nello spoletino, 2 nel folignate, 3 nell’eugubino-gualdese,  1 a Città di castello e 3 nel ternano.  A carico delle persone denunciate, oltre alle sanzioni penali, si procederà per il recupero del danno ambientale prodotto e delle spese sostenute dalla collettività per lo spegnimento, secondo il principio «chi brucia paga».

Le cause e le regole Dall’esperienza maturata nel corso degli anni risulta che il maggior numero di incendi colposi è causato dall’uso illecito del  fuoco o di strumenti che  possono  innescarlo  in  territorio rurale  e  in  vicinanza del bosco e dal mancato rispetto delle specifiche misure di prevenzione a tutela della rete stradale e ferroviaria.

La norma  regionale  prevede  il  divieto  per azioni come l’accensione di fuochi, l’abbruciamento di  residui vegetali, l’uso di strumenti  a  fiamma libera, disperdere mozziconi  o  fiammiferi  accesi  lungo le strade,  nei  boschi  e  a  distanze inferiori a una  fascia  limitrofa  a  questi ultimi  di  larghezza   pari  a  50  metri  dal  bosco  dal 1° marzo  al 31 settembre  ed  è  prevista una  sanzione  amministrativa  di  26,00 euro che  aumenta  a 260,00 euro dal  15 giugno  al  15 settembre,  ulteriore  inasprimento  delle  sanzioni  sono  previste  durante  il  periodo  di  grave  pericolosità  come   è  all’attualità,  dichiarato dalla  Regione  Umbria  a  far  data  dal  2  agosto u.s..

A  distanze  superiori  l’abbruciamento  deve  essere  effettuato adottando le necessarie  cautele  per  evitare  il  propagarsi  incontrollato  del  fuoco,  fermo  restando  che,  e  certamente  nel  caso  di  grandi   quantitativi  di materiale,   per  l’eliminazione  dei   residui   vegetali  devono  essere  adottate   procedure  diverse  dall’ abbruciamento  quali   la   trinciatura  con   successiva  pacciamatura  del  terreno   o   il  conferimento  al  servizio  pubblico  di   raccolta  dei   rifiuti   presso  le    aree  appositamente  predisposte  se  non  è  possibile  un  riutilizzo  a  fini  agricoli.  Gli  enti  gestori  delle  ferrovie  e  strade  devono  provvedere  a  mantenere le  scarpate  libere  per  una  adeguata  larghezza  dalla vegetazione secca e facilmente  innescabile.

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