Ha interessato anche Perugia l’operazione «Fior di loto» che ha portato, negli scorsi giorni, all’arresto di cinque persone che, secondo le accuse, avevano dato vita a un sodalizio dedito al reclutamento, al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. In manette sono finiti tre italiani, una cinese e una uruguaiana, arresti eseguiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Monza tra Milano, Perugia, Sesto San Giovanni (MI) e Cologno Monzese (MI) sulla base di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Monza. L’attività criminale ruotava attorno alla gestione di un centro massaggi che si trova a Monza (in via Alighieri 30), all’interno del quale erano costrette a vivere giovani donne extracomunitarie. Come emerso nel corso della conferenza stampa che si è tenuta sabato nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Milano, nel capoluogo umbro è stata arrestata la 56enne cinese Wang Lichun, che risultava essere l’intestataria della licenza del centro messaggi.
VIDEO: TELECAMERE NEL CENTRO MASSAGGI
Le indagini Una proprietà solo formale dato che, come emerso nel corso delle indagini partite nella primavera di un anno fa, a pagare affitti e bollette e a occuparsi della pubblicità del centro in siti specializzati in incontri sessuali, non era la cinese. In manette insieme a lei sono infatti finiti Nicola Domenico Colicchio, 56 anni, agente della polizia municipale di Milano già sospeso dal servizio per altri reati; Domenico Papaleo, 44 anni, anche lui di Cologno Monzese; Rosa Maria Gargiulo, 46enne di Napoli e la 43enne uruguaiana Leticia Avelleyra Mello; queste ultime, insieme alla cinese, gestivano reclutamento e attività delle ragazze. Nel corso delle indagini, coordinate da Alessadro Pepè della Procura di Monza, è emerso come ai clienti venissero offerti non solo massaggi ma anche servizi ulteriori, per i quali ovviamente pagavano. Le donne erano costrette a vivere e dormire all’interno del centro massaggi mentre i proventi, secondo gli investigatori, finivano nelle tasche degli arrestati. La maîtresse del finto centro massaggi era cambiata più volte e in un primo momento a ricoprire questo ruolo è stata la ‘perugina’ Wang, poi sostituita dalle altre donne. A carico di tutti e cinque attraverso pedinamenti, controlli e intercettazioni sono state raccolte numerose prove; Wang insieme a Colicchio e Papaleo si trova in carcere mentre per le altre due donne sono scattati i domiciliari.
