di Fra. Mar.
Il pm di Roma Roberto Staffa è stato rinviato a giudizio dal gup di Perugia Andrea Claudiani. Il magistrato era stato arrestato ed è accusato di concussione , perché pe l’accusa avrebbe chiesto e ottenuto dei favori sessuali da alcuni transessuali in cambio di alcuni aiuti per permessi di soggiorno o di notizie riservate. Il magistrato capitolino ha sempre negato la sua colpevolezza.Il processo per lui inizierà il 24 novembre prossimo.
Accuse Per l’accusa, «in tempi diversi, all’interno del proprio ufficio sito in piazzale Clodio nei locali della procura di Roma, indebitamente induceva ad avere con lui rapporti sessuali i transessuali “Paola”, “Janin”, “Ully”, “Brenda”, “Larissa romana”, “Camilla”, – clandestini e in parte esercenti l’attività di prostituzione (alcuni anche indagati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ed altro, e/o sottoposti a custodia cautelare in carcere)». Controllava i permessi di soggiorno Per due transessuali da cui avrebbe avuto favori sessuali, il pm romano Roberto Staffa, avrebbe anche dato «parere favorevole alla scarcerazione» e avrebbe richiesto o «prometteva di richiedere il rilascio di un temporaneo permesso di soggiorno per motivi di giustizia in relazione alle dichiarazioni rese dai suddetti nell’ambito di procedimenti a lui assegnati». Sempre secondo la ricostruzione accusatoria, Staffa avrebbe anche «provveduto alla richiesta di successivi rinnovi ( ogni tre mesi) e personalmente – o per il tramite di terzi da lui delegati – tenendo “sotto controllo” le scadenze e gli adempimenti relativi, facendo di fatto dipendere la loro posizione di “libero/detenuto” e “ regolare/ irregolare” sul territorio nazionale dalla di lui volontà, in tal modo abusando della sua qualità o comunque dei suoi poteri».
Avvisa il trans della perquisizione E’ anche accusato di rivelazione di segreto d’ufficio, perché «in qualità di sostituto procuratore violando i doveri inerenti alle sue funzioni e abusando della sua qualità, al transessuale Omissis rivelava notizie d’ufficio che dovevano rimanere segrete o comunque e agevolava la conoscenza». Nello specifico, «avendo già programmato con la collega co – assegnataria del fascicolo di disporre una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del suddetto transessuale” in cui lo stesso “risultava favorire e sfruttare la prostituzione di terzi ( attività di indagine coperta da segreto istruttorio)», «convocava – senza formalità, autonomamente e senza informare la collega – Omissis che, quale persona informata sui fatti, sentiva da solo a sommarie informazioni all’interno del proprio ufficio, in quella sede ponendogli domande mirate in relazione all’abitazione perquisenda in tal modo consentendogli con la precostituzione di prove a favore e false dichiarazioni concordate di testimoni, di vanificare la sorpresa e l’utilità dell’atto programmato».
Difesa «Il mio cliente – aveva spiegato l’avvocato di Staffa Salvatore Volpe – è completamente estraneo a quanto gli viene contestato, ne ero convinto prima di aver visto le carte e lo sono molto di più dopo aver studiato il fascicolo». Il processo prenderà il via nel mese di novembre.
