di Enzo Beretta
Filmata col cellulare mentre fa sesso con un giovane più grande di lei e successivamente ricattata. È la triste storia avvenuta in Umbria che ha come protagonista una ragazzina di 13 anni che frequenta la terza media. Si svolgerà il 6 febbraio davanti al gup di Perugia, Natalia Giubilei, l’udienza preliminare in cui ci sono due imputati di 21 anni. I fatti risalgono al 2021 quando la vittima aveva 13 anni.
Le accuse Il primo imputato viene accusato dei reati di atti sessuali con minorenne, detenzione o accesso a materiale pornografico, violenza privata, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e prostituzione minorile. L’amico, invece, di pornografia minorile, ritenuto responsabile di aver filmato tre video con il proprio iPhone della giovane «mentre praticava un atto sessuale orale» al coimputato. Quest’ultimo – hanno ricostruito le indagini – ha avuto rapporti con la minorenne «in almeno cinque occasioni» e anche nel suo cellulare Huawei è stato trovato un video hard. La Procura di Perugia contesta «l’aggravante di aver commesso il fatto anche al fine di realizzare il reato di violenza sessuale». Due volte – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini – «minacciava» la ragazzina di «divulgare il video nel caso in cui avesse rifiutato di instaurare con lui una relazione sentimentale o, comunque, ad assecondare le proprie richieste in ambito sessuale». Secondo il pm, sempre dietro minacce, l’ha anche «costretta a sottrarre 50 euro ai genitori per consegnarglieli». E in altre «quattro occasioni» – è sempre l’accusa – le ha proposto di fare sesso con lui «in cambio di un regalino». Nel capo di imputazione attraverso il quale si contesta il reato di prostituzione minorile si fa riferimento anche alla «proposta di consumare un rapporto sessuale con una terza persona rimasta ignota in cambio di 100 euro». I genitori della persona offesa quando sono andati a sporgere denuncia dai carabinieri hanno riferito di aver saputo attraverso i genitori di alcune amiche della ragazza di un «pettegolezzo» legato a un video a sfondo sessuale nel quale era presente la figlia, che nel frattempo aveva peggioranto il proprio rendimento e mostrava disagio nell’andare a scuola. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Fabio Militoni e Cristina Zinci.
