di Fra. Mar.
I giudici della Corte d’Assise di Perugia avevano fornito una loro ricostruzione dei fatti nelle motivazioni della sentenza in cui hanno condannato per Amanda Knox e Raffaele Sollecito a 26 e 25 anni di reclusione per l’omicidio di Meredith Kercher. «Nessun elemento ha confermato che Amanda Knox e Raffaele Sollecito non si trovassero la sera tardi di quel primo novembre nella casa di via della Pergola – scrivevano i relatori Giancarlo Massei e Beatrice Cristiani nel marzo del 2010- Il sonno ininterrotto e che si sarebbe prolungato sino alle 10.30 del 2 novembre è in contrasto con le abitudini di Amanda che le coinquiline hanno definito mattiniera e con il programma della gita a Gubbio tanto che il padre di Sollecito chiamò il figlio alle 9,24 per sapere se fossero partiti. Anche Quintavalle contraddice la versione che i due avrebbero dormito tutta la notte in casa di Sollecito perché ha testimoniato di aver visto Amanda nel proprio negozio alle 7,45 , e anche l’interazione di una mezz’ora al computer di Sollecito alle 5,32 contrasta con questa ricostruzione».
Per cui, per la Corte d’Assise di Perugia, Amanda e Raffaele, la sera del primo novembre, «improvvisamente liberi dagli impegni che entrambi avevano» vanno in piazza Grimana dove li vede il clochard Antonio Curatolo, testimonianza messa molto in discussione in secondo grado. Lì, sempre secondo la ricostruzione dei giudici, avrebbero incontrato Rudy Hermann Guede che era solito frequentare il campetto da basket. Insieme sarebbero andati verso la casa delle ragazze in via della Pergola. Il fatto che Rudy e Raffaele non si conoscessero «non esclude – si legge in sentenza – il concorso nei reati ipotizzati». Per i giudici, Amanda e Raffaele si appartarono in camera di Amanda. «E’ quindi possibile che Rudy, uscendo dal bagno, (come ipotizzato in sentenza, ndr) si sia lasciato trascinare da una situazione avvertita come carica di sollecitazioni sessuali e cedendo alla propria concupiscenza, abbia cercato di soddisfare le proprie pulsioni portandosi nella stanza di Meredith che era sola nella propria camera con la porta quantomeno socchiusa». Che poi, secondo i giudici viene confermato dal cromosoma y di Rudy trovato nel tampone vaginale fatto a Meredith.
«La reazione e il rifiuto di Meredith dovettero essere stati sentiti da Amanda e Raffaele, i quali anzi ne dovettero essere disturbati ed intervennero, per quanto evidenziano gli eventi, spalleggiando Rudy, diventando i suoi aggressori e i suoi uccisori». La spiegazione per cui i due fidanzati aiutano Rudy arriva poche righe dopo in sentenza, «la prospettiva di aiutare Rudy nel proposito di soggiogare Meredith per abusarne sessualmente, poteva apparire come un eccitante particolare che, pur non previsto, andava sperimentato». E allora, con questo movente non movente, il pubblico ministero Manuela Comodi ha detto che «hanno ucciso per nulla», avrebbero, secondo la Corte d’Assise, ucciso la giovane Meredith Kercher. Ed anzi a sferrare il colpo mortale sarebbe stata proprio la giovane americana mentre i due ragazzi tenevano ferma la ragazza inglese. Quanto al motivo per cui Amanda avrebbe avuto con sé il coltello da cucina sequestrato in casa di Raffaele Sollecito su cui sono state rinvenute tracce dell’americana e di Meredith e che per i giudici diventa un’arma del delitto ecco la spiegazione. Quel coltello le sarebbe stato dato da Sollecito che, appassionato di coltelli, le avrebbe consigliato di portarselo dietro per usarlo in caso di bisogno contro eventuali malintenzionati. E proprio perché era un coltello da cucina, in caso di perquisizione, avrebbe potuto dire che lo portava da una casa all’altra.
Secondo i giudici però, Amanda e Raffaele si sarebbero in qualche modo pentiti subito dopo la morte di Meredith per il gesto che avevano appena compiuto: «l’aver ricoperto il corpo senza vita evidenzia, oltre ad un sentimento di pietà verso la vittima, il rifiuto e quindi anche una sorta di pentimento per quanto commesso». Anche il fatto di essere rimasti distanti dalla camera di Mez quando forzatamente veniva aperta dalla polizia appaiono mossi dalle stesse motivazioni, «la pietà verso la vittima e il rifiuto del male commesso». Elementi questi che hanno determinato la scelta di concedere le attenuanti generiche. I giudici avevano spiegato questa concessione dicendo che «al di là dell’uso personale di droga, non sono risultati comportamenti disdicevoli. Nessun teste ha riferito di azioni violente a danno di chicchessia». Anzi entrambi, oltre ad impegnarsi con profitto nello studio, «si mostravano disponibili con gli altri e accettavano la fatica di un’attività lavorativa». Entrambi, molto giovani e incensurati, si trovavano, secondo la Corte, in un contesto diverso da quello abituale della famiglia che avrebbe potuto costituire un valido sostegno nelle decisioni quotidiane.
La violenza sessuale è per i giudici «un’aggravante speciale nel delitto di omicidio. Questa infatti – scrivono nelle motivazioni – ha un elevato rilievo e significato tanto da integrare , ove considerata per sé sola, un reato autonomo di elevata gravità e, inserita come nella vicenda in oggetto nel delitto di omicidio, comporta la pena dell’ergastolo». Per i giudici però le attenuanti generiche concesse ad Amanda e Raffaele erano prevalenti sulla specifica aggravante. Quanto all’evento violenza sessuale fu indubbiamente Rudy, secondo la Corte, a voler abusare, almeno in un primo momento, di Meredith. Rudy ha «cercato soddisfazione sessuale su Meredith, risulta dall’esito del tampone vaginale» e le ha «addirittura procurato ecchimosi», segno che Mez si opponeva. Ma poi anche Amanda e Raffaele entrano in scena. Raffaele rompe quindi il gancetto del reggiseno di Mez con il suo coltellino, Amanda aiuta a tenerla ferma. Poi lei le sferra il colpo mortale. Amanda e Raffaele si sono sempre dichiarati innocenti e le loro difese, più o meno direttamente hanno sostenuto che Meredith fu uccisa da un solo aggressore, Rudy Hermann Guede.

