È una storia di disagio psichico e materiale quella in cui i carabinieri forestali di Cerreto di Spoleto si sono imbattuti nelle scorse ore a Sellano. I militari durante un controllo mirato alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia di randagismo e maltrattamento animale, hanno disposto un Tso (il Trattamento sanitario obbligatorio) per una 66enne, affidandola alle cure di un centro specializzato di Foligno, e hanno consegnato ai sanitari alcuni animali trovati. Questi vivevano, o meglio sopravvivevano in una casetta di legno di quelle consegnate nella zona di Sellano dopo il terremoto del 1997. Fuori i militari hanno trovato rifiuti di vario tipo, due cani senza microchip (uno veniva portato a spasso con un guinzaglio fatto di cavi elettrici e fili del computer) e gatti.
Il controllo Già dall’esterno si poteva percepire un fortissimo cattivo odore e infatti, dentro, la casetta era in condizioni igieniche terribili tra vestiti sporchi, topi, muffa ed escrementi. Tutti gli animali erano in stato di denutrizione e affetti da parassitosi, mentre uno dei gatti aveva una zoppia a un arto anteriore e un cane (la femmina) presentava una lesione cutanea sul fianco destro. I cani sono stati subito regolarizzati attraverso l’inserimento del microchip e affidati alle cure dell’ospedale veterinario universitario didattico di Perugia, mentre i gatti – semiselvatici – dovranno essere catturati e saranno poi portati in una struttura idonea. La casa, ovviamente, è stata dichiarata inabitabile. Ai controlli ha partecipato anche il sindaco di Sellano Attilio Gubbiotti.
