Durante le ore notturne e serali avrà l’obbligo di rimanere a casa T.C., il 19enne di Città di Castello che ha venduto la dose mortale di ecstasy a Lamberto Lucaccioni, il 16enne tifernate morto il 19 luglio scorso dopo aver ingerito la droga all’interno della discoteca Cocoricò di Riccione. La decisione è stata presa dal gip di Rimini, Vinicio Cantarini, che lunedì ha firmato la richiesta di misura cautelare richiesta dalla procura di Rimini.
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Malore per un altro 17enne Intanto un altro 17enne, secondo quanto riferisce la Fondazione Ema-Pesciolino Rosso fondata da Giampietro Ghidini, il padre di Emanuele, 16enne bresciano morto 20 mesi fa tuffandosi di notte in un fiume vorticoso dopo aver assunto dell’Lsd, si è sentito male ed è stato ricoverato dopo aver preso dell’ecstasy all’interno del Cocoricò. In un primo momento sembrava che al giovane dovesse essere asportato il fegato, mentre invece nelle ultime ore, l’organo sembrerebbe salvo.
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Gip: il locale deve vigilare meglio Nel dispositivo con cui è stato imposto l’obbligo di dimora al 19enne, il gip è molto severo nei confronti del locale in cui si è consumata la tragedia: sostiene che il Cocoricò deve aumentare la vigilanza interna e deve essere più attento nella scelta dei pr e vigilare sulla scelta dei ragazzi che si occupano di promuovere le serate e vendere i biglietti.
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Difesa: è disperato «Il nostro assistito è talmente disperato che non fa altro che piangere. Il ragazzo ha commesso un reato e pagherà e risponderà del reato che ha commesso, ma mi sento di dover respingere ogni forma di strumentalizzazione». Così l’avvocato Gianni Zaganelli, che insieme al figlio Eugenio Zaganelli difende il giovane. Il legale, raccotando il lungo colloquio che ha avuto stamattina con il suo assistito, annuncia che il giovane è «assolutamento a disposizione della magistratura». E proprio venerdì pomeriggio alle 15, il 19enne neodiplomato verrà sentito dal pm titolare delle indagini.
