Carabinieri in azione (foto archivio Fabrizi)

«Se non mi paghi do fuoco al tuo bar». E’ stata questa la minaccia che ha fatto accelerare l’arresto di due uomini originari di Frosinone con l’accusa di estorsione, che già da qualche giorno erano controllati dai carabinieri di Città della Pieve perchè stavano perseguitando una giovane del posto.

Denuncia Era stata lei qualche giorno prima a denunciare che il suo ex fidanzato e un suo amico le stavano rendendo la vita difficile con continui atti persecutori. I militari allora stavano facendo degli accertamenti pensando di essere di fronte ad un episodio di stalking.  Mercoledì mattina, invece, la situazione è precipitata e la giovane barista si è presentata in caserma per riferire che aveva ricevuto una serie di telefonate intimidatorie da parte dei due ragazzi, che l’avevano minacciata di distruggere il bar, dove lei lavora, se non avesse consegnato una certa somma di denaro. Su consiglio degli inquirenti, la giovane ha accettato di pagare e ha dato appuntamento a M. A. e F. M. per l’ora di pranzo all’interno del bar.

Arrestati Puntuali, i due disoccupati, dopo un viaggio in treno sino a Chiusi, sono arrivati davanti al locale, nella centralissima piazza Plebiscito di Città della Pieve, a bordo di un taxi, che la ragazza ha anche dovuto pagare.  A quel punto, però, la trappola era pronta. I militari dell’Arma in abiti civili sono posizionati all’interno e subito fuori dal bar. Normali avventori, consumano un caffè e leggono i quotidiani. I carabinieri assistono allo scambio del denaro, si assicurano che il reato si sia realizzato, bloccano sulla soglia del bar i due giovani, li perquisiscono e li trovano in possesso della busta contenente i 250 euro, che erano stati consegnati dalla vittima.  Ai polsi dei due improvvisati estorsori scattano le manette ed in un attimo vengono caricati nelle autovetture di servizio per essere portati in caserma, da dove, una volta ultimati ulteriori accertamenti, compilati i verbali e completate le consuete formalità, sono stati portati al carcere di Terni, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che nei prossimi giorni li sottoporrà all’interrogatorio di garanzia. Ad aggravare sicuramente la posizione di F. M., l’unico dei due già gravato da precedenti per furto, l’ulteriore minaccia rivolta alla ragazza, nel momento in cui intascava i soldi, di tornare dopo pochi giorni per farsi consegnare altro denaro.

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