di Ivano Porfiri
È il campione di motociclismo, il 40enne Federico Clementini, la vittima del terribile incidente avvenuto intorno alle 9 sulla vecchia strada Flaminia, all’altezza di Palazzaccio, tra San Giacomo e Campello. Due le auto coinvolte, la Smart del professionista delle due ruote e una Bmw con a bordo due persone, soccorse dai sanitari del 118 intervenuti insieme ai vigili del fuoco e alla polizia stradale a cui sono stati affidati i rilievi del caso. Sul posto, pochi minuti dopo il tragico impatto, si trovava casualmente a transitare il padre di Federico Clementini colto da un malore e trasportato in ambulanza all’ospedale di Spoleto.
Le immagini del tragico impatto
Incidente mortale Secondo la ricostruzione, Federico alla guida della propria Smart stava procedendo in direzione Spoleto, quando, probabilmente a causa del condizioni del manto stradale reso particolarmente viscido dalle forti piogge delle ultime ore, avrebbe perso il controllo dell’auto, impattando con la berlina che transitava in direzione opposta. Uno scontro fatale che, stando a quanto risulta, avrebbe sbalzato fuori dall’auto il campione: per lui, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Inutile la folle corsa dei sanitari. A rimanere ferita nell’impatto anche una 81enne spoletina, F.O. le sue iniziali, l’anziana è stata trasportata con un codice 3 al San Matteo degli Infermi, mentre il 60enne che viaggiava con lei, S.P. di Terni, è arrivato al nosocomio con un codice 1. Sul luogo dell’incidente è stato soccorso anche il padre di Federico che casualmente si è trovato a transitare lungo la Flaminia. Alla vista dell’auto e del corpo del figlio, l’uomo sarebbe stato colto da un malore.
Federico, campione delle due ruote Federico Clementini in città non era conosciuto solo per avere gestito negli anni molte attività commerciali, bar e autolavaggio, ma anche per le grandi qualità di pilota motociclistico che negli anni aveva dimostrato in tante competizioni. Campione delle due ruote in forza al Moto club di Spoleto, Federico in sella alla sua Yamaha classe 1000 aveva conquistato le piste del Paese e pure di mezzo mondo. E così lo hanno voluto ricordare gli amici del club cittadino con cui ha condiviso gioie e dolori: «Per noi non eri un pilota ma ‘Il pilota, il campione numero 1’: per oltre 20 anni hai fatto onore al nostro club in Italia e nel mondo vogliamo ricordarti così per tutte le emozioni che ci hai fatto vivere. Ciao campione».
