Avrebbe rubato dalle slot machine del suo stesso bar con l’aiuto di due complici albanesi. E’ finito in manette Marco Presciutti, ex campione del mondo di pugilato e gestore di un esercizio pubblico a Deruta.
Inseguimento sulla E45 L’arresto è avvenuto tra venerdì e sabato scorso, quando i carabinieri della stazione di Deruta sono intervenuti nei pressi di un bar, dove un cittadino aveva segnalato movimenti sospetti. Giunti sul posto, i militari hanno notato una Audi station wagon allontanarsi a forte velocità e quindi si sono posti all’inseguimento, fermando l’auto lungo la E45.
Le modalità del furto A bordo della vettura è trovato proprio il proprietario del bar, il campione di pugilato Marco Presciutti. I successivi accertamenti hanno permesso di stabilire che il 39enne, insieme ad alcuni complici, aveva asportato il denaro contante contenuto nelle slot machine di proprietà di una ditta di Corciano e date in comodato gratuito al gestore del bar. I videopoker erano stati aperti utilizzando la fiamma ossidrica.
Arrestati in tre Dalle indagini, i carabinieri hanno accertato gli autori del furto sono tre: Presciutti e due cittadini albanesi, domiciliati a Ponte San Giovanni. Il gestore del bar è stato immediatamente tratto in arresto con l’accusa di furto aggravato. L’arresto è stato poi convalidato senza la custodia cautelare in carcere: il 39enne è stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma. I due stranieri sono invece stati rintracciati a Perugia dopo qualche ora. I carabinieri hanno stabilito che il denaro asportato e i danni alle slot machine ammontano a circa 11 mila euro.
Il campione già in carcere Presciutti, soprannominato l’«angelo del ring» è diventato campione del mondo di boxe nella categoria welter dell’Ubf nell’ ottobre del ’99 battendo a Rijeka il sudafricano Moses Bokvelt per ko tecnico alla settima ripresa. Nel suo passato aveva già conosciuto il carcere nel 2001, coinvolto nell’a maxi inchiesta dei carabinieri del Ros che aveva portato in manette 105 persone in tutta Italia 105 per associazione a delinquere di stampo mafioso, riduzione in schiavitù, immigrazione clandestina, contraffazione di documenti e traffico di stupefacenti. Presciutti, in particolare, era accusato di aver reclutato numerose extracomunitarie e di averle obbligate a prostituirsi.
La versione del pugile Presciutti però racconta una versione leggermente diversa della cosa. Il pugile infatti ha detto di essere stato vittima dei due albanesi e non suo complice. I due, che avevano manifestato l’intenzione di voler comprare il suo bar di Deruta, lo avrebbero costretto a lasciarli scassinare le slot machines, altrimenti lo avrebbero minacciato di ritorsioni contro la sua famiglia, il pugile è padre da quasi un anno. Costretto, Presciutti avrebbe lasciato entrare gli albanesi nel bar, e se ne sarebbe andato, provando a chiamare le forze dell’ordine ( lo proverebbe una chiamata dal suo telefono) ma poi avrebbe riattaccato per paura di ritorsioni. Contemporaneamente un uomo avrebbe notato strani movimenti nel bar e avrebbe chiamato i carabinieri che sarebbero arrivati proprio quando Presciutti si stava allontanando. I carabinieri lo hanno inseguito, fermato e arrestato. Lui avrebbe raccontato questa versione indicando poi chi erano gli albanesi. Presciutti però non è sicuro che uno dei due arrestati sia l’autore del furto per cui avrebbe chiesto aiuto alle forze dell’ordine. Sarebbe per questo a suo dire che il giudice ha disposto per lui solo l’obbligo di firma.

