L'ex miniera d'oro di Furtei, in Sardegna

Scarti della miniera d’oro sotto la strada statale 131: tra gli indagati della procura c’è anche Aldo Serafini, 61 anni di Todi, rappresentante legale della Todini Costruzioni generali Spa, vicitrice dell’appalto per la realizzazione della strada, poi subappaltata a una ditta sarda.

L’inchiesta L’indagine è partita nel 2010 ad opera dei carabinieri del Noe, nucleo operativo ecologico, che iniziato a seguire il percorso dei materiali di scarto provenienti dall’ex miniera d’oro di Furtei della Sardinia Gold Mining, poi fallita. La strada aveva inziato, infatti, a trasudare percolato color ruggine. Dall’ipotesi accusatoria, oltre 700 mila tonnellate di rifiuti pericolosi della miniera sarebbero stati utilizzati come base per un tratto di 11 km circa della principale arteria stradale sarda.

Quattro indagati Al termine delle indagini, la procura ha notificato gli avvisi di conclusione indagini a quattro indagati. Si tratta di Garry Hervyn Johnston, australiano di 57 anni, legale rappresentante della miniera, Antonino Marcis, 53 anni di Macomer (Nuoro), titolare della ditta che ha effettuato i lavori stradali, dopo il subappalto dalla Todini. L’accusa per loro è traffico illecito di rifiuti. Invece, per frode nelle pubbliche forniture sono finiti nel registro degli indagati Serafini e Giorgio Carboni, 60 anni, di Alghero, direttore del cantiere Anas per il rilascio del certificato di collaudo. La Todini, dunque, sarebbe responsabile solo in quanto vincitrice dell’appalto.