di Francesca Marruco
Dieci persone tra cui l’ex presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, l’ex assessore Maurizio Rosi e l’ex direttore generale dell’Asl 3 Gigliola Rosignoli, sono state rinviate a giudizio nell’ambito dell’inchiesta nota col nome di Sanitopoli. Lo ha deciso lunedì il gup di Perugia Carla Maria Giangamboni al termine di quasi quattro ore di camera di consiglio.
Giudizio a dicembre A processo anche l’ex capo di gabinetto della giunta Lorenzetti, Sandra Santoni, e altri dirigenti e segretari regionali. Per l’ex vicepresidente della giunta regionale Carlo Liviantoni, il giudice ha disposto invece il non luogo a procedere, come richiesto dai pm Mario Formisano e Massimo Casucci. Prosciolta anche la dipendente della Regione, Ivana Ranocchia. Al centro di questo filone dell’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Perugia, c’erano delle delibere della Giunta che per l’accusa sarebbero state piegate per volontà personali per stanziare alcuni posti di lavoro alla Asl 3. Per l’accusa, quella delibera era illecita e sarebbe stata piegata ai bisogni di qualcuno.
Il capo d’imputazione Per la procura, gli imputati avrebbero preso accordi per «alterare l’atto di richiesta di autorizzazione all’assunzione portando gli stessi da 3 a 4 mediante una correzione a penna» per creare un posto di lavoro per l’allora capo di gabinetto di Lorenzetti, Sandra Santoni. Gli stessi pubblici ministeri hanno anche chiesto il proscioglimento dell’ex vice presidente della giunta regionale Carlo Liviantoni e, limitatamente ad una sola contestazione, anche per l’imputata Ranocchia.
La delibera Per la procura di Perugia, Maria Rita Lorenzetti e Maurizio Rosi, sarebbero responsabili insieme ad altri di aver «attestato falsamente l’esistenza di presupposti giuridici per l’approvazione della delibera n. 46 del 19.01.2009 da parte della Giunta Regionale dell’Umbria avente come oggetto l’autorizzazione alle aziende sanitarie e ospedaliere ad assumere personale».
Le correzioni Gli stessi, sarebbero anche responsabili di aver «alterato l’atto di richiesta di autorizzazione all’assunzione di personale predisposto dalla Asl 3 modificando il numero dei dirigenti del ruolo amministrativo, portando la richiesta da tre a quattro mediante una correzione a penna, su indicazione dell’assessore Maurizio Rosi, a sua volta sollecitato da Gigliola Rosignoli e da Santoni Sandra, questa ultima risultava la diretta beneficiaria della correzione, atteso che presso la l’aumento di posti da dirigente era finalizzato a consentire la sua assunzione con tale qualifica presso la Asl».
Difesa Lorenzetti «La mia assistita è totalmente innocente e continueremo a dare battaglia per dimostrarlo». A poche ore dal rinvio a giudizio, l’avvocato Luciano Ghirga, che difende Maria Rita Lorenzetti, parla di «totale legittimità di tutte le delibere in tema non solo di sanità». «Durante lo svolgimento dell’udienza preliminare si erano create delle prospettive favorevoli agli imputati – ha aggiunto il legale -.Ma il giudice ha ritenuto indispensabile la verifica dibattimentale dei fatti contestati. La dottoressa Lorenzetti respinge radicalmente l’accusa di abuso d’ufficio. Certi della legittimità dei suoi comportamenti, ci batteremo per dimostrarlo durante il processo».
Polverone Sanitopoli era stata un’indagine che, a suo tempo, quando divenne di dominio pubblico nell’autunno del 2010, aveva alzato un polverone enorme. Adesso, se non fosse per l’aggravante che i pubblici ministeri hanno contestato ad alcuni degli indagati e che di fatto allunga i tempi per la prescrizione, finirebbe tutto in una bolla di sapone visto che i reati contestati risalgono al 2009.
Gli indagati: nessun illecito Gli indagati sin dall’inizio, hanno sempre rivendicato la bontà del loro operato: nessun illecito penale. Nessuna amministrazione piegata ai voleri e ai bisogni di alcuni. E alcuni di loro, come l’ex governatrice Lorenzetti e l’ex assessore Maurizio Rosi erano andati di persona a dirlo ai magistrati dopo la chiusura delle indagini. E adesso, nell’ambito dell’udienza preliminare, i loro legali lo hanno ripetuto al giudice a cui avevano chiesto un non luogo a procedere.
Le difese I loro legali, Lorenzetti e Rosi sono difesi dai legali Luciano Ghirga e Valeriano Tascini, avevano spiegato che non c’era stato alcun falso e neanche abuso d’ufficio in relazione alla promozione della Santoni perché l’incarico lo avrebbe avuto direttamente dall’allora direttore della Asl di Foligno, Gigliola Rosignoli, a tempo determinato e non indeterminato come invece erano quelli per cui la giunta aveva dato l’autorizzazione nella delibera incriminata. Tra gli altri difensori, i legali Nicola Di Mario, David Brunelli e Rita Urbani.
Archiviazione per Riommi Intanto, per un altro filone dell’inchiesta Sanitopoli, quello in cui era stato indagato l’ex assessore Vincenzo Riommi, la procura ha depositato una richiesta di archiviazione. Vincenzo Riommi, attuale assessore allo sviluppo economico della giunta Marini, era finito nel registro degli indagati nell’ambito della procedura di assunzione di alcuni giovani nella partecipata della Regione Webred. Le assunzioni finite sotto la lente d’ingrandimento della procura di Perugia erano sette e avevano fatto finire indagati anche Luca Barberini e altri cinque.
Nevi: porre fine al «regime» Dal fronte politico l’unico commento è quello del capogruppo pdl in consiglio regionale Raffaele Nevi: «E’ una prima risposta – scrive – a chi diceva che il gruppo del PdL cavalcava strumentalmente un’inchiesta che non sarebbe nemmeno arrivata a questo livello. Aspetteremo il terzo grado di giudizio prima di dire che hanno commesso reati ma è comunque tempo di cambiare radicalmente e porre fine a questo vero e proprio “regime” che sta facendo sprofondare la nostra amata Umbria verso il Sud d’Italia». «Assunzioni, nomine, avanzamenti di carriera e anche atti amministrativi in Umbria sono spesso mirati – secondo Nevi – a favorire, anche se in modo lecito, ben noti ambienti e persone collegate al sistema politico della sinistra, di cui fanno parte tutti quelli che sono ora al governo della Regione, a cominciare dalla presidente Marini, che non può fare finta di venire da un altro pianeta».
