di Francesca Marruco
Non è ancora stato stabilito quando verranno ascoltati dai pubblici ministeri, quel che è certo però, è che sia l’ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti che l’assessore Vincenzo Riommi hanno chiesto di essere ascoltati in procura a Perugia nell’ambito dell’indagine conosciuta come Sanitopoli. Entrambi i politici respingono ogni addebito che l’accusa gli ha mosso nell’ avviso di conclusione delle indagini che gli era stato recapitato nel mese di agosto. Oltre a Riommi e Lorenzetti, sono altre tre persone ad aver fatto la stessa richiesta.
Le accuse per la Lorenzetti L’ex numero uno della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti è accusata di falsità ideologica in concorso, abuso d’ufficio e falsità materiale. La sua iscrizione nel registro degli indagati è legata a una delibera della Giunta riguardante alcune assunzioni nelle aziende ospedaliere dell’Asl 3 e quella di Sandra Santoni, l’ex capo di gabinetto della Lorenzetti, che dopo dieci anni a palazzo Donini era stata spostata alla Asl 3 di Gigliola Rosignoli, ex dirigente della stessa Asl indagata anche lei, ora trasferita dalla giunta Marini all’assessorato a Perugia. L’ex governatrice della Regione ha tutte le intenzioni di difendere il suo operato e quello della sua giunta, e, insieme al suo legale Luciano Ghirga consegnerà almeno una memoria difensiva, se non due. Una tecnica, e l’altra, più politica.
Riommi e Webred Vincenzo Riommi, attuale assessore all’Economia, nonché ex assessore alla Sanità dell’attuale giunta, e al Bilancio nella giunta Lorenzetti era finito indagato per le assunzioni in Webred, che secondo la procura di Perugia, in alcuni casi sono state pilotate. «Tali persone – recitava tra l’altro l’avviso di conclusione delle indagini – partecipavano alla procedura di selezione per la Asl3 da adibire al servizio di front office, presso i punti Cup, l’esito di tale selezione era già stato predeterminato in quanto Riommi Vincenzo aveva assicurato i predetti candidati in ordine al superamento della prova selettiva» . Per lui l’accusa è di abuso di ufficio collegata alla norma che impone alle società a partecipazione pubblica il reclutamento di personale secondo principi di trasparenza e imparzialità. Per Webred però pare profilarsi un problema giuridico all’orizzonte, in quanto non si tratta di una partecipata a totale partecipazione pubblica. Anche l’assessore Riommi, assistito dal suo legale Nicola Di Mario, si è sempre dichiarato estraneo ai fatti.
Il filone folignate Oltre alle 21 persone a cui era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini, tra cui l’ex dirigente della Asl 3 Gigliola Rosignoli e l’ex capo di gabinetto della governatrice Lorenzetti, Sandra Santoni, un filone, nell’indagine che tante persone aveva fatto tremare, era rimasto aperto: quello folignate, che riguarda il sindaco Nando Mismetti a cui tra non molto potrebbe essere notificato un altro 415 bis. Le indagini sono attualmente in mano al sostituto procuratore Mario Formisano e al procuratore capo Giacomo Fumu. L’altro magistrato che fin dall’inizio si era occupato dell’inchiesta, Sergio Sottani, è stato infatti trasferito a Forlì dove ricopre il ruolo di procuratore. Accanto a Formisano e Fumu potrebbe presto essere nominato un altro magistrato. Magari proprio Massimo Casucci, che è stato da poco applicato alla procura perugina per tre mesi, e proprio a lui sono andati i fascicoli di Sottani. Per la richiesta di rinvio a giudizio invece, di cui l’avviso di conclusione delle indagini è un’anticamera, ci sarà da attendere ancora un po’.

