L'assessore regionale alla Sanità Vincenzo Riommi

di Francesca Marruco e Ivano Porfiri

Il primo giro di boa la scomoda inchiesta ormai nota con il nome di Sanitopoli lo ha fatto venerdì pomeriggio con quattro diversi avvisi di conclusione delle indagini, notificati a 21 persone, alcune già note come l’ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, l’ex assessore Maurizio Rosi, l’ex capo di gabinetto Sandra Santoni, il dirigente della Asl 3 Gigliola Rosignoli e il consigliere del Pd Luca Barberini, altre sconosciute fino ad ora come l’ex vicepresidente della giunta Carlo Liviantoni e l’assessore Vincenzo Riommi, dimissionario nello scorso autunno proprio a causa di Sanitopoli senza ancora essere indagato e di recente nominato dalla presidente Catiuscia Marini assessore allo Sviluppo economico. Non c’è, invece, il sindaco di Foligno Nando Mismetti, anche se l’indagine potrebbe avere ancora dei filoni aperti.

Quattro filoni I sostituti Sergio Sottani e Mario Formisano insieme al procuratore Giacomo Fumu hanno diviso questo primo approdo di mesi di lavoro per filoni e ne hanno chiusi quattro: la delibera della Regione Umbria con cancellature e aggiunte a penna per alcune assunzioni nella Asl 3 tra cui l’assunzione di Sandra Santoni, le assunzioni «assicurate»in Webred, la distruzione di atti relativi ad una operazione chirurgica che determinò la perdita di un rene per un paziente, le telefonate di Sandra Santoni con l’utenza di lavoro e la poco chiara assunzione di David Alpaca.

I 21 indagati David Alpaca, Luca Barberini, Franco Biti, Francesco Ciurnella, Giuliano Comparozzi, Luca Conti, Polo Di Loreto, Gianluca D’Ingecco, Nicoletta Filistauri, Carlo Liviantoni, Maria Rita Lorenzetti, Silvestro Parziani, Ivana Ranocchia, Giancarlo Rellini, Vincenzo Riommi, Maurizio Rosi, Maria Gigliola Rosignoli, Sandra Santoni, Mara Sforna, Valentina Stella, Luigi Tardioli.

L'ex governatrice dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti

La delibera incriminata A finire indagati per la delibera della Regione Umbria sono in 12: Maria Rita Lorenzetti, Carlo Liviantoni, Maurizio Rosi, Sandra Santoni, Gigliola Rosignoli, Luca Conti, Paolo Di Loreto. Ognuno di loro ha avuto un ruolo nell’approvazione di quella delibera per cui secondo i pm, alcuni degli indagati avrebbero «attestato falsamente l’esistenza di presupposti giuridici per l’approvazione della delibera n. 46 del 19.01.2009 da parte della Giunta Regionale dell’Umbria avente come oggetto l’autorizzazione alle aziende sanitarie e ospedaliere ad assumere personale». Altri avrebbero invece «indotto la giunta regionale ad approvare una delibera […] benché tale provvedimento risultasse mancante dei suoi contenuti essenziali. Infatti, al momento dell’adozione di tale delibera, richiesta dall’assessore Maurizio Rosi con urgenza il 16 settembre 2009 l’attività istruttoria non era ancora terminata[…] Il contenuto dispositivo dell’atto quindi veniva formato in epoca successiva e verosimilmente dopo il 2 marzo 2010». A tutti loro viene contestata la falsità ideologica in concorso.

In cui finisce anche la promozione di Santoni Anche l’assunzione di Sandra Santoni finisce in questo fìlone d’inchiesta e per i pm , che a Lorenzetti, Rosignoli, Santoni e Rellini contestano l’abuso d’ufficio e la falsità materiale, avrebbero «alterato l’atto di richiesta di autorizzazione all’assunzione di personale predisposto dalla Asl 3 modificando il numero dei dirigenti del ruolo amministrativo, portando la richiesta da tre a quattro mediante una correzione a penna operata da Rellini Giancarlo, su indicazione dell’assessore Maurizio Rosi, a sua volta sollecitato da Gigliola Rosignoli e da Santoni Sandra, questa ultima risultava la diretta beneficiaria della correzione, atteso che presso la l’aumento di posti da dirigente era finalizzato a consentire la sua assunzione con tale qualifica presso la Asl».

Le assunzioni già decise di Webred Per le assunzioni in Webred, che secondo la procura di Perugia, in alcuni casi sono state pilotate, sono indagate sette persone tra cui il neo assessore all’Economia, nonché ex assessore alla Sanità dell’attuale giunta, e al Bilancio nel mandato Lorenzetti, Vincenzo Riommi. Figurano poi indagati l’allora presidente della Valle Umbra Servizi e attuale consigliere regionale in quota Pd Luca Barberini, Gigliola Rosignoli e altre persone che secondo le carte dell’accusa avrebbero cambiato voti di alcuni candidati per permettere loro di passare le selezioni. Le assunzioni incriminate sono sette, «tali persone – si legge tra l’altro nell’avviso di conclusione delle indagini – partecipavano alla procedura di selezione per la Asl3 da adibire al servizio di front office, presso i punti Cup, l’esito di tale selezione era già stato predeterminato in quanto Riommi Vincenzo aveva assicurato i predetti candidati in ordine al superamento della prova selettiva». Agli indagati, a vario titolo, vengono contestati i reati di falsità ideologica, falsità materiale e abuso d’ufficio.

Il sostituto procuratore Sergio Sottani

La concussione per l’assunzione di Alpaca e le chiamate della Santoni A Sandra Santoni viene anche contestato il peculato perché «in qualità di capo di gabinetto del presidente della Regione Umbria avendo per ragioni del suo ufficio il possesso di un telefono cellulare nonché dell’utenza fissa dell’ufficio se ne approfittava utilizzandole per effettuare conversazioni estranee a quelle istituzionali». David Alpaca, l’attivista del Pd da cui partì tutta l’inchiesta, perché minacciava telefonicamente di raccontare «tutto» mentre i carabinieri del Roni di Perugia lo intercettavano per un’altra storia, è accusato invece di estorsione. Scrivono infatti i pm, che Alpaca «mediante minaccia consistita nell’effettuare alcune telefonate, paventando di rivelare alcune irregolarità commesse da alcuni esponenti politici agli organi di stampa, costringeva Santoni Sandra e D’Ingecco Gianluca ad attivarsi fattivamente per trovargli un posto di lavoro[…] in particolare faceva presente di essere a conoscenza del fatto che diverse persone erano state assunte in amministrazioni pubbliche senza concorso in quanto legate da vincoli di parentela con alcuni amministratori o perché politicamente vicino agli stessi ed in grado di procurare dei voti». Per questa assunzione, Santoni Rosignoli e D’Ingecco sono accusati di concussione, «perché abusando della propria qualità costringevano il legale rappresentante della So.Ge.Si. ad assumere, senza alcuna esigenza imprenditoriale, David Alpaca.[…] Considerato che la richiesta arrivava da Gigliola Rosignoli, direttore della Asl 3 e dell’Azienda Umbra Sanità, e quindi responsabile delle procedure di aggiudicazione  degli appalti di fornitura per il sistema sanitario dell’intera regione, la So.Ge.Si, era indotta a procedere a tale assunzione».

La soppressione della parte compromettente della cartella clinica In uno dei quattro avvisi di conclusioni delle indagini c’è una storia che implica Gigliola Rosignoli e l’urologo Silvestro Parziani, accusati di soppressione di atto pubblico. Secondo l’accusa, i due avrebbero «eliminato dalla cartella clinica di […] un atto, parte del verbale dell’operazione chirurgica in cui si attestava la somministrazione di liquido di contrasto e che avrebbe consentito di chiarire le cause del grave episodio di ipotensione verificatosi nel corso dell’intervento. A seguito di tale intervento, […] allergico alle sostanze contenute nel liquido di contrasto iniettato veniva operato in altra struttura perdendo la funzionalità del rene». Nello stesso filone sono finiti due episodi di presunto abuso d’ufficio in cui Gigliola Rosignoli procurerebbe a Maria Rita Lorenzetti e a Luca Barberini due visite specialistiche saltando tutto il normale iter.

Cosa accade ora Gli indagati avranno ora a disposizione venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati dai pubblici ministeri o depositare memorie difensive. Tutti gli indagati noti fino a questo momento hanno sempre assicurato la loro innocenza. Alcuni filoni dell’inchiesta tuttavia restano ancora in sospeso, per questo Sanitopoli potrebbe non aver finito di lanciar colpi ad un certo sistema politico che, a giudicare dalle moltissime intercettazioni, appare ben poco limpido e corretto.

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