di Iv. Por.
Nel celeberrimo film ‘Febbre da cavallo’ è nota come la ‘Mandrakata a Manzotin’: il raggiro serve al Pomata e soci per procurarsi il denaro da scommettere alle corse. Stavolta una truffa molto simile viene messa in piedi sul serio, ma la polizia del commissariato di Città di Castello scopre gli autori.
La truffa I poliziotti della squadra Anticrimine del commissariato, nello scorso mese di maggio, a seguito di attività investigativa, avevano individuato gli autori di una truffa perpetrata in danno di una ditta di lavorazione carni con sede a San Giustino. Gli autori della truffa si erano accreditati come commercianti di alimentari e titolari di un agriturismo in Toscana. Dopo aver effettuato un primo acquisto all’ingrosso di carne macellata in tronchi di porchetta, ed averlo regolarmente pagato, acquisita la fiducia del grossista, procedevano con un ulteriore ordine per circa tremila euro totali. La merce veniva consegnata presso un capannone industriale di Prato. Il pagamento, come la prima volta, avveniva tramite assegno; qualche giorno dopo, depositato in banca, lo stesso risultava oggetto di denuncia per smarrimento, dunque non esigibile. A questo punto, il grossista cercava invano di mettersi in contatto con l’acquirente, che di fatto si rendeva irreperibile.
Le indagini L’attività di polizia, permetteva di accertare che il documento utilizzato dal truffatore era intestato al titolare di una società con sede in Molise e deceduto da tempo. Il capannone industriale di Prato, millantato quale sede della ditta, di fatto era nella disponibilità di altri soggetti che nulla avevano a che fare con i truffatori. Il prosieguo dell’attività investigativa ha permesso di ricostruire il sodalizio criminoso e di individuare, tra gli altri, anche un soggetto di origine foggiana M.C. di 56 anni, autore materiale della truffa, non compiutamente identificato nella prima fase delle indagini. In conseguenza di ciò è stato richiesto mandato di custodia cautelare in carcere alla magistratura. Gli autori della truffa allo stato attuale sono detenuti in custodia cautelare in carcere a seguito di analogo procedimento penale a seguito di indagini dei carabinieri di Pistoia.
