di Barbara Maccari
Condizioni igieniche pessime, dormitori fatiscenti, lavoratori in nero, orari di lavoro massacranti, bambini di pochi mesi lasciati a dormire tra le macchine da cucire in funzione. E’ quanto scoperto in due laboratori gestiti da cinesi nella zona industriale di San Giustino dai poliziotti del commissariato di Città di Castello e del reparto prevenzione crimine di Perugia, in collaborazione con l’ispettorato del lavoro di Perugia e la Asl Umbria 1. Per i due titolari è scattata la denuncia.
Due laboratori I laboratori controllati sono entrambi tessili, appartenenti a due cittadini cinesi, un uomo e una donna. Nel primo c’erano due lavoratori, entrambi regolari, ma le condizioni igienico-sanitarie erano pessime. Nel secondo laboratorio invece, gli agenti hanno trovato 10 lavoratori, di cui 5 in nero. Accertamenti sono stati fatti anche sui 5 regolari, si teme che gli orari di lavoro stabiliti nel contratto non siano stati rispettati, ma che i turni imposti fossero massacranti.
Dormitori fatiscenti Posto di lavoro trasformato in entrambi i laboratori anche in abitazione: le stanze adibite a dormitorio sono state ricavate in ambienti adiacenti al laboratorio. I lavoratori avevano a disposizione anguste stanze, ricavate con compensato o cartone dove vivere, con gravissime carenze igieniche. Nelle stesse, oltre agli effetti personali, sono state rinvenute derrate alimentari e precarie cucine organizzate allo scopo.
Cunicolo per la fuga Nel secondo laboratorio gli agenti hanno anche trovato dei bambini intenti a giocare tra le macchine da cucire, uno di 4 e uno di 5 anni, mentre un altro più piccolo di tre mesi era con la mamma. Nella parte terminale del capannone c’era anche un piccolo cunicolo ricavato in fondo al laboratorio, dal quale eventuali lavoratori irregolari, in caso di controlli, avrebbero potuto lasciare lo stabile.
Sospensione a tempo indeterminato Per il secondo laboratorio è scattata la sospensione dell’attività lavorativa subordinata alla regolarizzazione delle posizioni lavorative degli operai in nero ed al pagamento di una contravvenzione. Tali condizioni non sono state rispettate, dunque la sospensione dell’attività è stata irrogata a tempo indeterminato. Nella verifica effettuata dagli agenti nella serata di giovedì 16 e mirata a rilevare il rispetto del provvedimento di sospensione, i lavoratori sono stati trovati, infatti, intenti a lavorare tranquillamente. Sono quindi in corso le procedure di denucnia all’autorità giudiziaria.
Sgombero Il personale della Asl 1 ha invece rilevato una serie di carenze sia igieniche che di sicurezza sui luoghi di lavoro, a seguito delle quali è stato predisposta un’ordinanza di sgombero e ripristino dello stato dei luoghi, così come erano in origine.
