(foto archivio F. Troccoli)

di B.M.

Era entrato in una discoteca dell’Altotevere con una motosega l’8 gennaio 2006 per difendere il fratello e la cognata, che sarebbero stati picchiati poco prima dai buttafuori. Il processo in corso davanti al giudice Baldesi si avvia verso la conclusione: prossima udienza il 20 marzo 2013 per ascoltare la parte civile, il proprietario del locale, e quindi sentenza.

La storia L’8 gennaio 2006 F.M., di 28 anni, con il fratello e la fidanzata, S.V. di 24 anni, avevano deciso di andare a ballare al «Clover», la discoteca che si trova nella frazione Lama, comune di San Giustino. Durante la serata, fra un ballo e l’altro, i due ragazzi avevano cominciato a scherzare fra loro. Agli occhi dei buttafuori, però, questo gioco era apparso come l’inizio di una rissa e dunque entrarono subito in azione: alcuni bodyguard immobilizzarono F.M. e la fidanzata portandoli fuori dal locale, mentre altri fermarono il fratello. Il giovane, rimasto all’interno della discoteca, cercò invano, di spiegare agli uomini della sicurezza che il ventottenne stava solamente giocando.

In discoteca con la motosega Nel frattempo F.M. e S.V. stavano cercando di fornire le proprie ragioni ai tre uomini della security che – a loro dire – per tutta risposta li colpirono. Alla fine della serata i due fidanzati riportarono lesioni guaribili in 20 giorni, con tanto di referto del pronto soccorso dell’ospedale tifernate. Il fratello di F.M., dopo averlo riaccompagnato a casa, cercò di vendicarsi: armato di una motosega si presentò di nuovo nel locale alla ricerca dei buttafuori. Il giovane fermato dal gestore del locale che chiamò i carabinieri, che arrivati sul posto disarmarono il ragazzo.

Processo Mercoledì davanti al giudice Baldesi è ripreso il processo ma è stato subito rinviato a causa dell’indisponibilità della parte civile, R.P., il titolare del Clover, a comparire come teste. La prossima udienza è fissata per il 20 marzo 2013, quando verrà ascoltato R.P e il giudice emetterà la sentenza.

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