Il sacerdote intervistato da Le Iene

di Francesca Marruco

Loro hanno detto di essere stati molestati sessualmente nelle comunità in cui invece dovevano essere aiutati.  Il sacerdote che poi hanno denunciato, secondo indiscrezioni, adesso avrebbe ammesso qualcosa davanti alla commissione d’inchiesta  istituita dalla Curia vescovile di Perugia.  L’indiscrezione filtra nel giorno in cui l’arcivescovo, monsignor Gualtiero Bassetti, annuncia che la commissione gli ha consegnato tutti gli atti e che, a sua volta, lui  ha redatto una relazione portata all’attenzione della Congregazione del clero in Vaticano.

Il vescovo: faccenda chiusa «Per me la faccenda è chiusa» ha detto il presule a margine di una conferenza stampa per presentare il direttorio pastorale. Ma in che modo lo sia, non si saprà se non quando anche la Congregazione avrà espresso il suo parere. Secondo quanto specificato dal vescovo comunque il sacerdote è ancora tale. Per lui si prospettano più ipotesi:  l’assoluzione da ogni accusa, la sospensione temporanea che in alcuni casi prevede anche un  percorso di recupero per tornare ad essere sacerdote che possa somministrare i sacramenti e celebrare messa e la riduzione allo stato laicale.

Ascoltati in molti in commissione In commissione, istituita dopo che la storia era finita alla ribalta delle cronache nazionali con un servizio della trasmissione  ‘le Iene’, sono state sentite molte persone. Alcune delle quali arrivate a bussare in Curia anche spontaneamente. Per difendere il sacerdote o per riferire di episodi non edificanti. «Devo dare atto alla Commissione diocesana di indagine dell’ottimo ed esaustivo lavoro svolto – ha detto mons. Bassetti –. Sono stati ascoltati i responsabili di sei Case di accoglienza della Caritas, cinque in Umbria ed una in Kosovo, e tutti coloro che spontaneamente si sono presentati».

Ascoltato anche il sacerdote in commissione Ovviamente, prima di concludere il lavoro, la commissione ha ascoltato anche il sacerdote. E adesso la palla passa a Roma. E al vescovo che ha istituito la commissione diocesana e che ha spiegato come:  «fin dagli inizi della vicenda – ha detto il presule –, mi sono recato personalmente presso la Congregazione per il Clero per informarla circa le procedure che avevo adottato, lavorando in profonda sinergia con la stessa Congregazione anche se la competenza diretta è mia, ma trattandosi di un caso che coinvolge un po’ tutta la Regione ecclesiastica umbra, ne abbiamo parlato insieme noi vescovi ed opportunatamente coinvolto il Dicastero competente della Santa Sede».

La chiesa non nasconde la verità «La relazione sulla documentazione raccolta – ha spiegato ancora mons. Bassetti – è ora nelle mani della Congregazione per il Clero e resto serenamente in attesa degli orientamenti che mi saranno suggeriti. La Chiesa – ha concluso il presule -, non ha nulla da nascondere, perché ritiene che il peccato più grave sia proprio quello di nascondere o contraddire la verità ». Quale che sia.

Serve esame di coscienza, anche del clero Rispondendo poi alla domanda di un giornalista che ha chiesto al vescovo come giudica questo ‘brutto’ momento per la chiesa in Umbria, colpita da tre storie poco edificanti, il presule ha detto: «Mi verrebbe da dire: Umbria mia dove stai andando? Credo che richieda un esame di coscienza da parte di tutti, clero compreso».