di C.F.
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«Spoleto è stata ancora una volta lasciata sola da tutti». All’indomani delle indiscrezioni trapelate da Roma sulla possibilità che il governo vari a stretto giro il decreto correttivo alla riforma delle circoscrizioni giudiziarie, assegnando al tribunale di Perugia la competenza sulla Media valle del Tevere, in principio affidata a Spoleto, il sindaco Daniele Benedetti, ancora fuori città, reagisce e attacca duramente l’atteggiamento della Regione e dei parlamentari umbri.
Le parole del sindaco Benedetti «Non posso non rilevare – scrive – che ancora una volta nessun livello politico e istituzionale ha sostenuto Spoleto di fronte all’opportunità prevista dalla riforma, mi sarei almeno aspettato – prosegue – più chiarezza e un confronto a cuore aperto tra Regione e amministrazione comunale». Che il tribunale ducale non sia a rischio è chiaro a tutti, ma a bruciare in città è il ridimensionamento del bacino di riferimento. «L’onorelvole Walter Verini – continua Benedetti – si è premurato di rassicurarci dicendo che “nulla verrebbe sottratto alla regola del tre” (tre tribunali per ogni corte d’Appello, ndr) e “nulla metterebbe in discussione la sopravvivenza del nostro Tribunale”. Tuttavia sta di fatto che il potenziamento di Spoleto andrebbe rivisto in termini di spazi, numero di operatori, infrastrutture, venendo meno il servizio a una popolazione di 80 mila abitanti sui 200 mila assegnateci dalla riforma».
«Chiara la posizione delle istituzioni» Nella partita per il sindaco Benedetti non c’è stato «gioco di squadra tra Comune, Regione e parlamentari» che, però, gli stessi rappresentati non hanno fatto mancare ai municipi del Tuderte che, fin dalla genesi, hanno contestato con forza il trasferimento a Spoleto, ribattezzato simbolicamente «deportazione», e chiesto l’accorpamento con Perugia. Tant’è che il sindaco rileva: «L’orientamento della Regione sembra chiaro, così come la posizione di membri autorevoli della Commissione Giustizia», i democratici Verini e Nadia Ginetti.
Decreto correttivo Intanto, però, la data di entrata in vigore della riforma è stata confermata e dal 13 settembre, almeno sulla carta, dovrebbero iniziare a convergere a Spoleto personale,avvocati e fascicoli dell’ex sede distaccata di Todi. Tuttavia, stando a quanto riferito proprio da Verini, nel governo starebbe maturando la convinzione di provvedere all’aggiustamento della Media valle del Tevere, ma anche ad altri, attraverso un decreto correttivo atteso tra un paio di settimane. Ergo, con il provvedimento sfumerebbe l’occasione di rafforzare il ruolo del tribunale della città intorno alla quale, va ricordato, è stato tarato l’intervento di palazzo Leoncilli che dovrebbe ospitare gli uffici della procura della Repubblica.
Pd Spoleto: «Ridotta aspettativa di rilancio città» Sulla sensibile vicenda, ieri, è intervenuto anche il Pd che, «pur non volendo alzare barricate», ha evidenziato: «Con il paventato ridimensionamento del tribunale vedremo ridursi l’aspettativa di una città per il rilancio del suo centro storico e per tamponare la grave crisi sociale ed economica in atto». Scenario, questo, che dovrebbe essere discusso in una delle tre serate della Festa democratica in programma dal 6 all’8 settembre a villa Redenta. Probabile che all’appuntamento partecipi anche l’onorevole Verini.
