La discarica di Borgogiglione

di Ivano Porfiri e Chiara Fabrizi

Nel 2014 hanno ricevuto in totale 360.814 tonnellate di rifiuti di vario tipo. Sono le sei discariche dell’Umbria, dislocate in diversi territori, oggetto del monitoraggio annuale dell’Arpa, che ne ha valutato lo “stato di salute” con molti rilievi di carattere ambientale.

Tre da chiudere Va ricordato, prima di cominciare con la panoramica, che sulla base di quanto stabilito dal vigente Piano regionale di gestione dei rifiuti, le discariche di Colognola (Gubbio), di Pietramelina (Perugia) e di Sant’Orsola (Spoleto) saranno portate a completamento sulla base delle vigenti autorizzazioni, senza ulteriori ampliamenti in superficie e volume, mentre sono previsti ampliamenti per le tre discariche strategiche sul territorio regionale ovvero la discarica di Belladanza nel Comune di Città di Castello, la discarica di Borgogiglione nel Comune di Magione e la discarica delle Crete nel Comune di Orvieto.

La situazione Dal monitoraggio 2014 emerge un quadro non catastrofico, ma con diversi problemi, alcuni dei quali sono costati rilievi e censure ai gestori. A Bellandanza forse è la situazione più complessa con un inquinamento già rilevato negli anni scorsi e di cui non è ancora chiara l’origine: l’Arpa fa doverse ipotesi. Presente anche ammoniaca a valle della discarica nei torrenti a causa di infiltrazioni di percolato. Borgogiglione la discarica più in salute: unico rilievo quello della strada di accesso, già oggetto di proteste da parte del comitato locale. Colognola presenta, invece, problemi nelle acque dovute al percolato. A Le Crete, Arpa ha trovato elevati livelli di mercurio nel suolo e alcuni valori non ottimali nelle acque superficiali dovuti però al fiume Paglia. A Pietramelina le criticità riguardano i livelli azoto nel torrente Mussino. A Sant’Orsola rilevati livelli di attenzione per solfati e fluoruri da tenere sotto controllo.

Belladanza Nel 2014 Belladanza, gestita da Sogepu, ha ricevuto 52.568 tonnellate di rifiuti, di cui 46.068 di rifiuti urbani trattati, 3.091 non trattati. 129 di fanghi da depuratori, 1.014 di scarti di impianti trattamento rifiuti, 2.176 da industrie. I monitoraggi delle acque sotterranee hanno confermato, sia nei pozzi a monte che in quelli a valle della discarica in esercizio, in quelli a valle della discarica esaurita e riambientata e in quelli limitrofi ad un ulteriore vecchia discarica, la presenza di «composti organici aromatici ed alifatici clorurati». Un inquinamento già rilevato negli anni precedenti e le cui cause – allo stato attuale delle conoscenze –  non sono chiare. A riguardo sono in fase di valutazione tre ipotesi: una contaminazione residuale e datata, caratterizzata da presenza di composti organoalogenati ma non accompagnata da ulteriori indizi di contaminazione recente; una contaminazione da composti organoalogenati per interazione del sistema idrico sotterraneo con i gas prodotti dalla mineralizzazione dei rifiuti; una contaminazione da composti organoalogenati dovuta alla permeabilità delle geomembrane, in funzione del tipo di materiale e suo spessore, del suo livello di cristallizzazione, nonché della permeabilità selettiva in funzione delle diverse molecole, non necessariamente allo stato gassoso/vapore. Nel corso dell’anno, inoltre, l’Arpa ha inoltre rilevato la presenza di ammoniaca e COD nelle acque di ruscellamento a valle della discarica, imputabili all’interazione con il percolato della stessa. A seguito di ciò, il gestore è stato oggetto di un provvedimento di diffida e ha apportato modifiche alle modalità di gestione della copertura del rifiuto, che prevedeva l’utilizzo del compost fuori specifica. Sono stati inoltre riscontrati valori non ottimali per alcuni parametri sulle acque superficiali, sia a monte che a valle della discarica, imputabili alla scarsità delle portate idriche del torrente. Per quanto riguarda le matrici ambientali aria, rumore, suolo, sedimenti e flora, le analisi non hanno evidenziato criticità sostanziali.

Borgogiglione Nel 2014 Borgogiglione, gestita da Tsa, ha ricevuto 125.205 tonnellate di rifiuti, di cui 109.475 di rifiuti urbani trattati, 7.508 non trattati. 474 di fanghi da depuratori, 7.068 di scarti di impianti trattamento rifiuti, 679 da industrie. Il controllo ambientale svolto nel 2014 ha confermato la presenza di alcuni valori anomali per ciò che riguarda le acque sotterranee, imputabili alla conformazione litologica dei terreni. La valutazione di impatto acustico ha messo in evidenza il superamento dei livelli di rumore ambientale in due punti lungo due strade di accesso alla discarica. Tali superamenti sono in parte imputabili ai mezzi diretti o provenienti dalla discarica e in parte al restante traffico veicolare. I controlli effettuati su acque superficiali, scarico dell’impianto di trattamento del percolato, suolo, acque di drenaggio del sottotelo, aria e flora non hanno evidenziato alcuna criticità sostanziale.

Colognola Nel 2014 Colognola, gestita dal Comune di Gubbio, ha ricevuto 75.572 tonnellate di rifiuti. Il controllo ambientale dell’Arpa ha confermato le problematiche relative alle acque sotterranee, che sono risultate interessate da un inquinamento dovuto all’interazione con il percolato della discarica. Poiché tali acque sono costituite in realtà da accumuli idrici estremamente modesti, non definibili come vere e proprie “falde acquifere”, il fenomeno è limitato alla sola area della discarica. Sono stati inoltre riscontrati valori non ottimali sulle acque superficiali, sia a monte che a valle della discarica, imputabili alla scarsa qualità ambientale del fosso Padule già a monte della discarica. Il percolato prodotto subisce un pretrattamento in loco e scaricato in una condotta che lo invia all’impianto di depurazione in località S.Erasmo. Durante il mese di luglio è stato riscontrato il superamento dei limiti di scarico per i parametri fenoli e tensioattivi totali. In seguito a tale superamento, il gestore è stato oggetto di un provvedimento di diffida per effettuare la periodica ripulitura della vasca di accumulo del percolato. I successivi controlli, effettuati sia dal gestore che da Arpa, hanno riscontrato il rispetto di tutti i limiti autorizzati. Per quanto riguarda le matrici ambientali percolato, suolo, acque di ruscellamento, sedimenti, aria, rumore e floranon è emersa alcuna criticità sostanziale dalle analisi effettuate

Le Crete Nel corso del 2014 nella discarica Le Crete (Orvieto), gestita da Sao srl, sono stati conferiti 89.339 tonnellate di rifiuti, di cui 74.330 di rifiuti urbani trattati, 2.164 non trattati, 6.406 di fanghi da depuratori, 3.883 di scarti di impianti trattamento rifiuti, 2.556 da industrie. Nello stesso anno anche qui Arpa ha compiuto campionamenti e analisi riscontrando ancora una volta valori elevati di mercurio nel suolo e sedimenti nei pressi del fiume Paglia«collegabili alla presenza in passato di attività minerarie di estrazione di cinabro (solfuro di mercurio), oggi non più attive». Inoltre, alcuni valori non ottimali sono stati inoltre rilevati sulle acque superficiali, «imputabili alla scarsa qualità ambientale del fiume Paglia già a monte della discarica. In particola risulta l’assenza di sostanziali differenze fra i valori registrati a monte rispetto a quelli di valle della discarica in esercizio e il monitoraggio biologico (IBE), effettuato nel periodo primaverile ed autunnale, indica un ambiente alterato già a monte della discarica». Le analisi su acque reflue, di ruscellamento, aria, rumore e flora, dalle non fanno emergere alcuna criticità sostanziale, mentre essendo la circolazione idrica sotterranea inesistente, il sito Le Crete non è sottoposto a monitoraggio delle acque sotterranee.

Pietramelina Anche qui, dove il gestore è Gesenu, i controlli ambientale compiuti nel 2014 hanno evidenziato una serie di criticità tra cui il «superamento dei limiti per i parametri azoto ammoniacale e azoto totale dello scarico sul torrente Mussino dell’impianto di trattamento percolato, col corso d’acqua che al pari degli anni precedenti è stato classificato a margine del monitoraggio biologico come ambiente con moderati sintomi di inquinamento o alterazioni, comunque al di sotto dei parametri previsti per le acque destinate alla vita dei pesci». Nessun campanello d’allarme è invece suonato per gli approfondimenti compiuti su rumore, suolo, sedimenti, aria, acque sotterranee, acque di ruscellamento,percolato e flora.

Sant’Orsola Nel sito di Sant’Orsola (Spoleto), gestito da Vus, nel 2014 sono state conferite 18.130 tonnellate di rifiuti, di cui 17.904 di rifiuti urbani trattati e 226 da industrie, ben al di sotto dei livelli medi a causa della lunga chiusura che ha interessato la discarica di Spoletino, Folignate e Valnerina. Qui nel corso dello scorso si è anche concluso il procedimento di bonifica nei confronti della discarica e contestualmente è stata rilasciata la nuova Autorizzazione integrata ambientale della discarica con cui, tra le altre, è stato dato l’ok al nuovo capping e avvio ai lavori di rafforzamento dell’argine a valle della discarica. Il procedimento di bonifica ha confermato la scarsa permeabilità del sito, la mancanza di una falda acquifera, mentre gli episodi di superamento delle soglie di contaminazione verificatisi in corrispondenza dei piezometri campionati rimangono del tutto localizzati e sostanzialmente influenzati dalle caratteristiche chimico-fisiche del terreno circostante. Il gestore ha provveduto ad elaborare un’analisi di rischio sito-specifica individuando “livelli di attenzione” per i parametri solfati e fluoruri che nei futuri monitoraggi non dovranno essere superati nel piezometro più prossimo al fosso Rena. Per le acque sotterranee i monitoraggi hanno confermato il superamento dei limiti per i parametri solfati e fluoruri, ma anche alcuni superamenti per i parametri arsenico alluminio, boro, ferro, manganese e nichel. Tali dati, collegabili alle caratteristiche dei terreni del sito e alle difficoltà riscontrate nella filtrazione dei campioni nei nuovi piezometri, saranno oggetto di un ulteriore studio integrativo per la determinazione dei parametri di fondo. Infine, sono stati inoltre riscontrati, in alcuni casi, valori non ottimali per ciò che riguarda le acque superficiali, sia a monte che a valle della discarica, imputabili alla quasi assenza di acqua (il fosso è rimasto in secca alcuni mesi), mentre le acque di ruscellamento mostra nosaltuarie anomalie nei valori di azoto nitroso in un punto di monitoraggio. Per quanto riguarda le matrici ambientali suolo, sedimenti, aria, rumore e flora non è emersa alcuna criticità dalle analisi effettuate.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.