di Francesca Marruco
E’ stato lo stesso Leonardo Covarelli ha spiegare che quel milione di euro sarebbe servito a ripianare i debiti del Pisa Calcio, in modo da poterlo vendere e restituire i soldi della vendita a Lo Sole a cui doveva cifre considerevoli. Per avere quel milione di euro inoltre, Covarelli si sarebbe impegnato con la cessione di due immobili e con il preliminare di vendita di una sua proprietà. La dicitura sul quel bonifico partito dall’Austria e finito in un conto di Covarelli è «compromesso vendite azioni Pisa squadra calcio», che per i giudici di Napoli «risulta inverosimile, considerato l’elevato importo finanziato», visto che – sempre stando all’ordinanza di custodia cautelare – «non risulta documentazione alcuna afferente tale transazione, circostanza che induce ad affermare che la causale riportata sia solo una dicitura di comodo utilizzata al fine di dare una giustificazione meramente formale al bonifico in argomento». E’ l’avvocato Gianni Spina a spiegare che quella dicitura «aveva la funzione di garanzia di un’operazione».
Interrogati Venerdì mattina Leonardo Covarelli e Dino De Megni sono stati interrogati dal gip di Perugia Luca Semeraro, e sono stati proprio loro a fornire spiegazioni e atti notarili a dimostrazione delle stesse. Al termine dei due interrogatori,m il loro avvocato Gianni Spina, ha spiegato che «non è vero che Covarelli o De Megni hanno conti correnti esteri o proprietà immobiliari, come erroneamente detto».
La difesa «Covarelli – ha detto ancora l’avvocato Spina – ha spiegato compiutamente al giudice che i passaggi di denaro ci sono stati, ed anche il bonifico di cui si parla nell’ordinanza da un milione di euro, ma sono tutti giustificati e lo abbiamo dimostrato al giudice con una serie di atti notarili».«Le loro posizioni – ha aggiunto il legale – dopo l’interrogatorio di oggi, sono molto alleggerite, anche se da sempre lo sono state. Se il gip di Napoli avesse chiesto le spiegazioni che i miei clienti hanno dato oggi, non ci sarebbe stata nessuna misura cautelare». Quanto al legame tra l’inchiesta napoletana e il fallimento del Perugia calcio, il legale ha spiegato che «il finanziamento di un milione di euro a Covarelli è l’antecedente logico della situazione che ha condotto poi al fallimento del Perugia Calcio». Spina ha chiesto la revoca della misura cautelare per entrambi i suoi due assistiti. Deciderà il gip di Napoli nei prossimi giorni.
