Foto di Alireza Hashemi su Unsplash

Piazza una telecamera nascosta nella stanza da letto in cui dorme la moglie – con la quale è in corso una separazione – e dopo averla filmata «in momenti di intimità, anche nel compimento di attività con connotazioni erotiche», diffonde i video ai familiari della donna via WhatsApp. Il giudice di Perugia ha disposto la misura cautelare del carcere nei confronti di un uomo di 58 anni già indagato per maltrattamenti in famiglia. 

Di rientro dal carcere, dove aveva scontato una pena per altra causa, ha infranto le disposizioni utilizzando strumenti informatici per registrare la persona offesa di cui ha diffuso video intimi. Nel capo di imputazione che lo riguarda, per fatti avvenuti tra il 2017 e il 2025, all’imputato vengono contestate una serie di minacce alla moglie che non voleva più stare con lui: «Se vai via di casa io ti faccio del male, a te e a tua mamma, devi stare con me per forza, se te ne vai ti distruggo. Ti ammazzo e i tuoi genitori bruceranno come topi». E ancora: «Ti ammazzo, «dammi le chiavi che ti massacro di botte davanti ai figli, la casa di tua madre salta in aria». Una volta l’ha spaventata con coltello – ricostruisce il pm – «mettendole una mano sulla bocca per impedirle di urlare, stringendole le braccia e procurandole un livido al braccio, azione che permetteva alla donna di prendere il coltello caduto sul letto e rifugiarsi in camera, chiudendosi a chiave».

L’indagato lamentava alla donna «di avere relazioni e rapporti sessuali con altri uomini». Già nel capo di imputazione dell’atto mediante il quale veniva chiesto dalla Procura l’allontanamento dalla casa familiare si poteva leggere: «Sorvegliava la vittima installando una telecamera nella camera da letto in uso ai figli minori, un registratore che occultava nelle varie stanze dell’abitazione e una telecamera sul veicolo a lei in uso». In seguito all’integrazione di querela depositata dalla vittima (assistita dall’avvocato Sara Pievaioli) il gip, su richiesta del pm, ha disposto per l’indagato la misura cautelare della custodia in carcere.

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