Il maggiore Marco Sivori

di Iv. Por.

I carabinieri del maggiore Sivori lo hanno preso a Bastia Umbra, in un’abitazione dietro il “Villaggio XXV Aprile” e gli hanno notificato un’ordinanza di custodia in carcere emessa dal gip di Montepulciano. E’ finita così la latitanza di un catanese accusato di far parte di un gruppo di rapinatori incalliti e violenti. A lui, in particolare, viene contestata la rapina a un ufficio postale di Bettolle (Siena) compiuta alle 13.45 del 7 gennaio scorso, quando con un piede di porco ignoti rapinatori fuggirono con 20 mila euro di bottino.

Latitanza La sua latitanza è stata breve ma ben programmata: i militari gli hanno trovato una carta di identità palesemente contraffatta, un codice fiscale anch’esso falso e oltre tremila euro in contanti, necessari fronteggiare le spese più urgenti. Nonostante il documento falso riporti il nome del fratello, l’autore della rapina di Bettolle è stato immediatamente riconosciuto dai carabinieri. Ora dovrà rispondere dell’accusa di rapina aggravata in concorso, furto e porto di strumenti atti ad offendere.

La banda Al rapinatore si è arrivati grazie alle indagini del Nucleo operativo della compagnia di Assisi, che stava lavorando su un gruppo criminale di siciliani, che aveva compiuto una violenta rapina in una gioielleria di Bastia Umbra. Sono le 11,30 circa del 16 dicembre 2012 quando all’interno della gioielleria entrano due malviventi, i quali fingendosi clienti intrattengono i proprietari dicendosi interessati all’acquisito di alcuni orologi. Pochi attimi dopo i due estraggono una pistola, poi risultata giocattolo, con la quale minacciano entrambi i coniugi. Il proprietario ingaggia una reazione decisa, veemente, fin troppo coraggiosa. Uno dei due impugna il calcio della pistola e infierisce ripetutamente sulla testa del gioielliere e della moglie procurando loro ferite curate in 15 giorni per il marito e circa dieci giorni per la moglie. Un vero e proprio pestaggio.

Gli altri arresti Le indagini dei militari dell’Arma portano a individuare i due e l’11 febbraio 2013, militari della compagnia di Assisi scendono a Catania dove, in collaborazione con i carabinieri di Piazza Dante, eseguono due ordinanze di custodia cautelare assicurando alla giustizia i rapinatori. Ma le indagini proseguono, perché il gruppo è più largo. Intanto, infatti, avviene la rapina di gennaio a Bettolle. E così si è arrivati all’arresto di Bastia.

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