La tabaccheria in cui è avvenuta la rapina (foto Enzo Beretta)

di Enzo Beretta

Chiede di patteggiare una condanna a tre anni e sei mesi di carcere Erion Kozi, uno dei componenti del commando armato che durante la notte del 18 ottobre 2018 svaligiò la tabaccheria Furiani di Ponte Felcino, un assalto finito nel sangue perché il cugino Eduart venne centrato da un proiettile esploso dai carabinieri contro l’auto in fuga. A più di tre anni di distanza da quella notte di follia – durante la quale vennero saccheggiati altri esercizi commerciali prima che la corsa potesse arrestarsi in una stradina secondaria della periferia di Perugia – il fascicolo approda davanti al giudice per l’udienza preliminare Angela Avila. Sono tre, in tutto, gli imputati, tutti albanesi: il cugino della vittima, che attraverso l’avvocato Donatella Panzarola ha chiesto di patteggiare la pena a tre anni e mezzo di reclusione, e i presunti complici, Madrid Kaja, che spera gli venga accolta la domanda di rito abbreviato che gli consentirebbe di ottenere uno sconto immediato della pena, e un latitante, la quarta persona seduta nell’Audi A6 grigia rubata, destinatario di un mandato di arresto europeo, rappresentato in aula da due avvocati.

ARRESTATI I LADRI CHE ABBANDONARONO IL BANDITO UCCISO

Gli altri colpi Dalle indagini del pm Mara Pucci è emerso che la notte del 18 ottobre 2018, prima dell’assalto avvenuto alle 4.05 in via Messina alla tabaccheria Furiani, durante il quale vennero portati via 16 mila euro di sigarette, 15 mila euro di gratta e vinci, dolci e contanti dalla cassa, il commando travisato con guanti e passamontagna aveva messo a segno altri quattro colpi: a Urbania, in provincia di Pesaro Urbino, dove tra le 1.22 e le 1.27 il Bar Tabaccheria Play Off venne svaligiato di biglietti di lotterie gratta e vinci per un valore di 10 mila euro, cinquemila euro di tabacchi e monetine del calcio balilla; alle 2.10, quando al Caffè Colorado di Città di Castello vennero portate via 96 stecche di sigarette, un cambiamonete e ricariche telefoniche. Sempre in quella notte il gruppo si sarebbe spostato a Niccone – sono le 2.53 -: il colpo al Pink Panther non riuscì e i malviventi si affrettarono a raggiungere la tabaccheria Pippi di Pierantonio, lì vicino, per fuggire con 150 euro in monetine, i soldi del fondocassa.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.