di Enzo Beretta
Mancano pochi giorni al verdetto finale: mercoledì 31 gennaio la Cassazione si pronuncerà sul ricorso presentato dagli albanesi Madrid Kaja e Gjergji Piku, entrambi condannati dalla Corte d’appello di Perugia che li ritiene colpevoli di aver fatto parte del commando che durante la notte tra il 18 e il 19 ottobre 2018 svaligiò alcuni bar della provincia di Perugia. Del gruppo armato faceva parte anche Erion Kozi che ha patteggiato la sua condanna a tre anni e mezzo di carcere.
LA RAPINA FINITA NEL SANGUE: IL PODCAST
Sangue L’ultimo assalto fu quello più famoso perché finì nel sangue: davanti a una tabaccheria di Ponte Felcino una guardia giurata e due carabinieri provarono a bloccare i ladri in fuga a bordo di un’Audi A6 rubata, vennero esplosi alcuni colpi di pistola e un proiettile centrò il lunotto conficcandosi nella nuca di un altro complice, Eduart Kozi, 50 anni, che morì e venne abbandonato in una stradina secondaria all’estrema periferia del capoluogo. Anni dopo le indagini coordinate dal pm Mara Pucci hanno portato all’arresto dei presunti responsabili. Secondo il gip che archiviò il fascicolo aperto contro i carabinieri accusati dell’omicidio di Eduart Kozi l’uso delle armi per fermare la banda in fuga fu «legittimo».
