La refurtiva

di Ivano Porfiri

Almeno trenta colpi e refurtiva per centomila euro. Era la banda dei furti del pomeriggio: colpi sempre dalle 17.30 alle 19.30 pronti ad affrontare chi rientra in casa. Ladri pronti a trasformarsi in violenti rapinatori. Si presentavano, infatti, col volto travisato. Sono stati arrestati dalla squadra mobile di Perugia due cittadini albanesi clandestini che negli ultimi mesi colpivano in un territorio vasto: da Gualdo Cattaneo a Collazzone, da Marsciano a Perugia. E, nel capoluogo, da San Sisto a Villa Pitignano, da Fratticiola Selvatica a Santa Maria Rossa.

Gli arrestati In manette sono finiti Altin Dushi di 32 anni e Benet Bashaj di 33.  Entrambi sono irregolari sul territorio nazionale, con permessi scaduti. In loro possesso è stato trovato anche un passaporto falsificato con generalità greche. Le indagini proseguono per risalire ad eventuali complici.

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Tardo pomeriggio «L’aspetto peculiare di questi furti – ha spiegato in conferenza stampa il capo della Mobile Marco Chiacchiera – erano i tempi e i modi dei colpi: sempre tra le 17.30 e le 19.30. Un orario in cui i malviventi entravano negli appartamenti a volto coperto, praticando un foro sull’infisso, poi bloccavano con quello che trovavano la porta d’ingresso. Tuttavia, una modalità che ci fa ritenere che fossero sempre pronti all’arrivo di qualcuno, sempre vigili sul fatto che il furto potesse trasformarsi in rapina. Un allarme reale e potenziale tra la popolazione che ha fatto sì che i ragazzi della Mobile abbiano voluto rispondere con rapidità ed efficacia ai bisogni delle persone». Proprio il modus operandi fa ritenere agli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Mario Formisano, che il gruppo criminale si sia “riconvertito” a questo genere di furti da altri, come le rapine, perché considerati meno rischiosi e più redditizi in questa fase.

Le indagini I furti si ripetevano da mesi e la sezione della Moble che indaga sui reati contro il patrimonio, specie gli agenti Albini e Laurenzi, erano da tempo sulle tracce della banda. Primo segnale il ritrovamento di due auto usate durante i furti: una Subaru a Sant’Andrea delle Fratte e un’Alfa 146 a Ferro di Cavallo con a bordo gli attrezzi per rubare (ferri, punte da trapano per bucare finestre e simili). Ma la svolta è la segnalazione di un furgone bianco Peugeot rubato a un’impresa (visto in vari posti e ricercato da polizia e carabinieri). Il 23 gennaio a Case nuove il furgone viene abbandonato per l’intervento dei carabinieri dopo la segnalazione di un furto in casa da parte di un cittadino. Nel giro dei 15 minuti prima dell’arrivo dei militari, però, i ladri entrano in una casa e rubano una Volvo e una Fiat Punto.

Via delle More La Volvo viene localizzata in via delle More a Ponte Valleceppi. Nella stessa strada c’è anche la Punto, parcheggiata a una certa distanza. Dalle indagini emerge che via delle More è l’”autoparco” dei ladri: lì vengono parcheggiate le auto pronte per essere utilizzate per i colpi. I poliziotti, con l’autorizzazione del magistrato e il supporto dei cittadini che acconsentono a non riavere subito le auto rubate, installano gps e cimici sulla Punto e la Volvo. I ladri tornano a prendere la Punto puntuali alle 17.30 e con questa vanno a rubare a Fratticiola Selvatica. Qui compiono due furti: nel secondo vengono però messi in fuga da proprietario. Allora lasciano la Punto e rubano una Uno nera lasciandola a Balanzano.

La cattura Il giorno dopo i due tornano in via delle More e prendono la Volvo, sempre alle 17.30 lasciando lì una Polo (tramite cui si arriverà al covo in via della Spiga 51, a Ponte San Giovanni). Quel giorno, il 28 gennaio, fanno 4 furti a Lidarno, S.Egidio, Villa Pitignano eCasa del Diavolo. Quando tornano in via delle More, scatta la cattura. Nella colluttazione un agente riporta la frattura di una mano.

La refurtiva I poliziotti si recano in via della Spiga e nel covo trovano un tesoro: refurtiva per oltre centomila euro, comprese le auto rubate. Ora l’appello è alla popolazione: chi ha subito furti contatti la questura (075/50621 chiedendo della squadra mobile al centralino) e verifichi se ci sono oggetti rubati. questo servirà anche ad attribuire eventuali altri colpi alla banda.

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One reply on “Furti in casa nel tardo pomeriggio a Perugia e provincia, la banda nella rete: due arresti”

  1. Complimenti alla squadra mobile per l’operazione effettuata anche grazie all’uso delle nuove tecnologie.

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