di En.Ber.
Il pubblico ministero Valentina Manuali ha chiesto la condanna all’ergastolo di Francesco Rosi, responsabile di aver ucciso a colpi di fucile nel novembre 2015 a Perugia la moglie Raffaella Presta. L’agente immobiliare viene giudicato con rito abbreviato dinanzi al giudice Alberto Avenoso. La Procura contesta all’imputato le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della crudeltà. Nel corso della requisitoria la Procura ha fatto ascoltare in aula stralci di alcune telefonate durante le quali Raffaella manifestava alcuni timori temendo gesti violenti da parte del marito. Nel corso del suo intervento, durato circa due ore, il magistrato si è concentrato sulle aggravanti e sui presunti maltrattamenti. «La pena richiesta dalla Procura mi sembra equa – ha detto la sorella della vittima -. Abbiamo fiducia nella giustizia». L’imputato era presente in aula a fianco al suo avvocato Laura Modena. La difesa ha sollecitato le parti civili ad annullare il sequestro di alcuni beni immobiliari ai registri della conservatoria. Intanto è stato trovato un acquirente per un appartamento a Perugia di proprietà di Francesco Rosi: l’importo proveniente dal ricavato della vendita è stato offerto al figlio.
