Sedici Comuni su 92 hanno raggiunto l’obiettivo del 65% nella raccolta differenziata. Va a Bettona con l’82% il record della migliore gestione del comparto rifiuti nel primo semestre 2014, seguita a ruota da Giano dell’Umbria con il 78%.
NEL 2013 UMBRIA A DUE VELOCITA’
Sedici Comuni sopra al 65% Venerdì mattina i dati sono stati resi noti dall’assessore regionale Silvano Rometti che ha premiato gli amministratori dei 16 Comuni con le migliori performance dell’Umbria. In particolare si tratta di Lisciano Niccone, Umbertide nell’Ati 1, Bastia, Bettona, Collazzone, Fratta Todina, Marsciano, Monte Castello di Vibio, Todi, Torgiano nell’Ati 2, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria nell’Ati 3 e Alviano, Attigliano, Montecastrilli, Montecchio nell’Ati 4.
Umbertide al 72% Quattro soltanto, quindi, i territori comunali con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti che hanno raggiunto la soglia del 65% fissata dal Piano regionale dei rifiuti. Tra questi il più virtuoso è risultato Umbertide col 72%, seguito da Bastia Umbra che ha raggiunto il 70% e Marsciano e Todi fermatesi al 66%. «La presenza di queste quattro città – ha commentato l’assessore Rometti – conferma che anche nelle realtà più grandi è possibile centrare l’obiettivo regionale».
Rometti:«Nel 2009 sembravano obiettivi impossibili» Una nota della Regione ha, poi, evidenziato come nel primo semestre 2014 la raccolta differenziata sia salita a quota 61% a Perugia, trascinando oltre il 60% l’intero Ati 2. «L’impegno dei cittadini, dei Comuni e dei gestori del servizio – ha detto Rometti – ha permesso di conseguire traguardi importanti che cinque anni fa, all’approvazione del Piano regionale, sembravano lontani. Grazie alla riorganizzazione dei servizi di raccolta con il sistema porta a porta e alle azioni per il contenimento della produzione di rifiuti – ha ricordato – lo scorso anno per la prima volta il volume dei rifiuti differenziati ha superato il quantitativo dell’indifferenziato».
Perugia 4° capoluogo di regione più caro d’Italia Sempre in tema di rifiuti, oggi Federconsumatori ha pubblicato la settima indagine su servizi e tariffe elaborato dal proprio Centro ricerche economiche. Secondo l’analisi che ha preso a campione 91 città capoluogo per un appartamento di 100 metri quadri con un nucleo di 3 persone l’aumento medio nel quadriennio 2010-2014 è del 21.96%, in soldoni 51 euro al netto della componente dei servizi indivisibili prevista nella vecchia Tares. Dal confronto dei dati relativi alla Tari 2014 e alla Tares 2013, sempre senza considerare la componente servizi indivisibili, emerge invece un aumento medio del +2.25%, circa 6 euro annui. Nella classifica dei capoluoghi di regione più cari per quanto riguarda la Tari 2014, Perugia si piazza al quarto posto con una spesa di media di 358 euro, dietro a Cagliari (532 euro), Napoli (463 euro) e Roma (378 euro).
